Mostre in corso

Quotidiano della Sanità

Quotidianosanita.it “Sublime”, la bellezza di volti e corpi della Ortopedia dei primi anni del Novecento

In mostra all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna le foto scattate nei primi anni di attività dell’istituto, quando le cartelle cliniche ricomprendevano, oltre ai referti diagnostici, le foto dei pazienti con indosso i dispositivi ortopedici via via prescritti, in modo da conservare una traccia, anche visiva, delle varie fasi dell’itinerario diagnostico-terapeutico.

A cura di Stefano A. Inglese

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Sublime

Ispirata, mossa dal destino, da un’attrazione inconscia, da una curiosità intellettuale, mi ritrovai a varcare la soglia del Laboratorio Fotografico dell’Istituto Ortopedico Rizzoli per scoprirne l’incredibile contenuto. “Sublime!”, questo esclamai guardando per la prima volta un negativo su lastra di vetro risalente all’inizio del secolo scorso. Al primo sguardo una fortissima emozione si creò nella mia anima. Contemplai commossa l’immagine. Risultò magnifica, eccelsa, in senso estetico, intellettuale, etico, spirituale. Sperimentai interiormente una fascinazione misteriosa, un contagio puro, che trascese la contemplazione del bello, divenendo valore altissimo, eccellente. Fui sorpresa, meravigliata, folgorata dalla risorsa che stavo scoprendo. Fu colpo di fulmine, amore a prima vista.

Cos’è il Sublime? E’ il sentimento, l’effetto di un’opera o di un oggetto sull’animo umano. Sublime, dal latino sublimis (sub, “sotto”, e limen, “soglia”) è ciò che giunge fin sotto la soglia più alta, ciò che è ‘al limite’. L’immenso e originale patrimonio di Fotografia Medica Ortopedica, classificato cronologicamente e custodito in centinaia di antiche e impolverate scatole, oltre che rappresentare una straordinaria risorsa storica e scientifica, si rivelò ai miei occhi sublime materiale artistico, antico e contemporaneo.

I negativi che documentavano i pazienti in differenti fasi evolutive, nelle loro patologie, nel loro decorso clinico e trattamento terapeutico, sorte come riproduzioni del reale prive d’intenzionalità artistica, ri’fotografate nel presente risultarono al primo sguardo Opere d’Arte Contemporanea non premeditate. L’Arte si fa riconoscere per quello che è, ha una sua identità, una sua natura, un valore universale. Turba, si fa percepire con la ragione e con il sentimento. Crea una diversa interpretazione della realtà, una presa di coscienza, una visione interiore, un’intuizione, un’illuminazione, un insight. I soggetti rappresentati, con le loro peculiari caratteristiche estetiche, posture e imperfezioni corporee, mostravano un’intrinseca bellezza, una dignità senza tempo, immortale, circolare, essenziale, universale.

Percepii di essere entrata in contatto con un tesoro, un organismo in divenire, una creatura vitale con proprie declinazioni. Sognai questa mostra, la costruii con visionarietà prima dentro di me.

ll Sublime è un processo. Immaginai di inserire nella dinamica del Sublime alcune di queste straordinarie fotografie, rimaste per cento anni immobili, inerti, nascoste, sia fisicamente, mettendole in movimento, trasportandole dal buio sotterraneo alla luce del sole, che spiritualmente, creando un flusso che proseguisse nella mente e nelle emozioni di chi ne avesse fruito, sublimandole in Arte. L’intenzione fu quella di rompere gli schemi, travalicare gli spazi, irrompere trasversalmente, svelare, trasformare il negativo in positivo, il dolore in estasi, la malattia in bellezza. Il percorso aprì uno squarcio tra i mondi, tra le dimensioni del passato e del futuro, dell’invisibile e del visibile, del rimosso e del cosciente, della Scienza e dell’Arte. Ne scaturì una luce ‘sublime’. Ricavare le immagini in positivo da quelle in negativo fu tremendamente entusiasmante. Il disvelamento dei volti, dei dettagli, delle sfumature provocò in me stupore, meraviglia, incanto. Un’Opera d’Arte per esistere deve essere vista, deve essere visibile. Vidi Arte in queste immagini, per questo volli portarle alla luce. La mostra attuale, frutto di un’immersione profonda, di una ricerca, di un riconoscimento, è una scommessa sul futuro, oltre che un omaggio al passato. Impatta potentemente. E’ rivoluzionaria e innovativa, è frutto di una passione, di una scelta istintiva, inconscia e al contempo riflettuta e ponderata, che capovolge le prospettive, crea domande, interroga, apre una ricerca, congiunge pubblico e privato, esteriore e interiore, apparente e intimo. Sperimentai per prima su me stessa, come persona, filantropa, curatrice e collezionista d’arte, l’esperienza del sublime causata da queste fotografie. Esse contengono verità, quella della vita. Provocano, disorientano, turbano. I pazienti del secolo scorso, fotografati in modo seriale nel setting ospedaliero, si rivelano oggi, dal punto di vista dell’Arte, muse e modelli di una dimensione altra, onirica e visionaria. I loro corpi esprimono dignità e mistero; come statue rievocano le forme classiche delle opere antiche di Leonardo da Vinci o di Lorenzo Bernini; quelle contemporanee di Robert Mapplethorpe o di Vanessa Beecroft; quelle della moda proposte da Christian Dior o Jean Paul Gaultier. I corsetti ortopedici utilizzati per correggere, compensare e contenere l’apparato locomotore richiamano alla mente le opere Ready Made di Marcel Duchamp, le fotografie di Man Ray, le installazioni d’Arte Concettuale e d’Arte Povera. I soggetti appaiono simili a performer, a potenziali protagonisti di tableaux vivants, di Body Art, di Arte Fluxus, attori inconsapevoli di una pièce teatrale. Le immagini acquistano significato simbolico, sono frutto della trasfigurazione della vita in Arte, raccontano l’indicibile con una forza icastica universale, atemporale. Appaiono assolutamente contemporanee, risultato di ricerche e sperimentazioni innovative, in divenire; sono prova della capacità espressiva umana, raccontano un’esperienza, meravigliano, toccano il cuore, lasciano il segno. Questa mostra sarebbe probabilmente piaciuta a Frida Kahlo, artista – paziente che integrò nella sua opera Medicina Ortopedica, dolore e Arte. Risulta una profezia auto – avverantesi anche nella mia storia personale: nella pubertà fui per un breve periodo una paziente ortopedica costretta a portare un corsetto, soffrii e trovai nell’Arte la via per la sublimazione.

Che Sublime sia!

Rebecca Russo

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Sublime | Maggio 2018

SUBLIME: in mostra le foto dell’Archivio Storico del Rizzoli di Bologna,
pezzi unici tra Arte e Scienza

Inaugura il 17 Maggio nell’Ala Monumentale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna “Sublime”, Mostra Fotografica curata dalla Fondazione Videoinsight®. Una selezione tra le migliaia di immagini custodite nell’Archivio Storico dell’Ospedale, che fin dalla sua fondazione nel 1896 fu dotato di un laboratorio fotografico per la realizzazione di scatti professionali: il paziente veniva ritratto nei diversi momenti della malattia, così da tenere traccia anche visivamente della progressione delle cure. Ogni cartella clinica conteneva quindi, insieme ai referti dei medici e agli esiti degli esami diagnostici come le radiografie, anche una serie di fotografie del paziente, che rappresentano oggi una documentazione unica dal punto di vista scientifico, ma anche un materiale di valore artistico.

La Fondazione Videoinsight®, che lavora sull’integrazione tra Arte Contemporanea e Medicina, ha progettato un allestimento che accompagna il visitatore attraverso le linee dei corpi, gli sguardi, i particolari dei dispositivi ortopedici applicati, che rappresentavano le eccellenze tecnologiche dell’epoca.

“La mostra proposta dalla Fondazione Videoinsight® è un appuntamento importante per valorizzare il patrimonio fotografico storico del Rizzoli – commenta il Direttore Generale dell’Istituto Mario Cavalli – Vengono messi in evidenza il valore e l’unicità di questo materiale, ma con uno sguardo diverso, quello dell’Arte, che coglie idee e mondi fatti di bellezza anche in un contesto di cura, l’essenzialità dei particolari e la raffinatezza delle immagini che vanno oltre il tempo, il senso di una e tante storie che ancora oggi è possibile raccontare e ricordare.”

“Sublime! Questo esclamai guardando per la prima volta un negativo su lastra di vetro risalente all’inizio del secolo scorso. Contemplai commossa l’immagine. Risultò magnifica, eccelsa, in senso estetico, intellettuale, etico, spirituale. Sperimentai interiormente una fascinazione misteriosa, un contagio puro, che trascese la contemplazione del bello, divenendo valore altissimo, eccellente. Fui sorpresa, meravigliata, folgorata dalla risorsa che stavo scoprendo. Fu colpo di fulmine, amore a prima vista – Questo afferma Rebecca Russo, Presidente della Fondazione Videoinsight®, ideatrice e curatrice della Mostra – Cos’ è il Sublime? E’ il sentimento, l’effetto di un’opera o di un oggetto sull’animo umano. Sublime, dal latino sublimis (sub, “sotto”, e limen, “soglia”) è ciò che giunge fin sotto la soglia più alta, ciò che è ‘al limite’. L’immenso e originale patrimonio di Fotografia Medica Ortopedica, classificato cronologicamente e custodito in centinaia di antiche e impolverate scatole, oltre che rappresentare una straordinaria risorsa storica e scientifica, si rivelò ai miei occhi sublime materiale artistico, antico e contemporaneo. I negativi che documentavano i pazienti in differenti fasi evolutive, nelle loro patologie, nel loro decorso clinico e trattamento terapeutico, sorte come riproduzioni del reale prive d’intenzionalità artistica, ri-fotografate nel presente risultarono al primo sguardo Opere d’Arte Contemporanea non premeditate. L’Arte si fa riconoscere per quello che è, ha una sua identità, una sua natura, un valore universale, turba, si fa percepire con la ragione e con il sentimento. Crea una diversa interpretazione della realtà, una visione interiore, un’intuizione, un’illuminazione, un insight. I soggetti rappresentati, con le loro peculiari caratteristiche estetiche, posture e imperfezioni corporee, mostravano un’intrinseca bellezza, una dignità senza tempo, immortale, circolare, essenziale, universale.”

La Mostra è allestita nell’Ala Monumentale dell’Ospedale Rizzoli (via Pupilli 1, Bologna), nel Chiostro Ottagonale affrescato dai Carracci e nella Sala Viseur.

L’inaugurazione è in programma giovedì 17 maggio alle ore 18, la mostra resterà aperta fino al 30 luglio con orario 9-19 dal lunedì al venerdì (ingresso libero).

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Arte Mondadori | Novembre 2017

Arte Mondadori Novembre N. 531 2017

Museo Riso di Palermo
The Videoinsight® Collection by Paola Stroppiana
Cento Opere della Collezione Videoinsight®

Arte Mondadori Novembre 2017
The Videoinsight® Collection by Rebecca Russo

Tra le opere presenti: Keren Cytter Something Happened 2007, Ulla von Brandenburg Singspiel 2009, Marinella Senatore Speak easy – Director’s cut 2009, Nathalie Djurberg Untitled (Acid) 2010, Laure Prouvost The Artist 2010, Hans Op De Beeck Parade 2012, Kate Gilmore My Love is an Anchor 2004, Ragnar Kjartansson Mercy 2004, Katarzyna Kozyra Lou Salomé 2005, Tobias Zielony The Street (C.P.A.) 2014, Ali Kazma Dance Company 2009, Larissa Sansour A Space Exodus 2008, Agnieszka Polska I Am the Mouth 2014.

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Larissa Sansour A Space Exodus 2008 Videoinsight® Collection

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PHOENICIA VIDEO ART PRIZE 2017

Phoenicia Beirut in collaboration with Rebecca Russo, President of the Videoinsight® Foundation, announces VIDEO ART III: FREE YOUR MIND

For its third successful year, Phoenicia Hotel is continuing to support the arts through the launch of VIDEO ART PROJET III: “FREE YOUR MIND” on September 21th 2017, in collaboration with Rebecca Russo, President of Videoinsight® Foundation. This new exhibition of five pieces of contemporary video art is being held in the Phoenicia lobby and is open to the general public. Guests of the Phoenicia have the added luxury of being able to view a comprehensive selection of video art from the Videoinsight® Foundation via the exclusive dedicated Video Art channel available complimentary in all rooms. VIDEO ART PROJECT III: FREE YOUR MIND features new art works from a competition run by Phoenicia Hotel and the Videoinsight® Foundation, and seeks to inspire and encourage local artists in Lebanon in the future. The competition winner will be announced beginning of October and will have their video work showcased at the Videoinsight® Foundation in Italy, as well as receiving a weekend stay at the Phoenicia. Artists interested in taking part in future competitions are invited to email videoart@phoeniciabeirut.com. VIDEO ART PROJECT III: “FREE YOUR MIND” is a continuation of Videoinsight® Foundation’s vision and commitment to Video Art, exhibiting the results from the previous competition, and further enhances the Phoenicia’s reputation as an art hotel that not only features many world-class works throughout its premises, but also seeks to support artists in Lebanon and the region.

MARIO DAOU Northern Lights 2017

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ELIE FAHED How Does It Feel to Miss Someone 2017

Schermata 2017-10-04 alle 16.49.56

LOUKMAN NASSREDINE Suppression 2017

Schermata 2017-10-04 alle 16.51.22

JEROEN KRAMER Untitled 305 2017

Schermata 2017-10-04 alle 16.52.55

MAMAD MOSSADEGH The Breeze 2016

Schermata 2017-10-04 alle 16.52.07

Phoenicia Beirut in collaboration with Rebecca Russo, President of the Videoinsight® Foundation, announces VIDEO ART III: FREE YOUR MIND

For its third successful year, Phoenicia Hotel is continuing to support the arts through the launch of VIDEO ART PROJET III: “FREE YOUR MIND” on September 21th 2017, in collaboration with Rebecca Russo, President of Videoinsight® Foundation. This new exhibition of five pieces of contemporary video art is being held in the Phoenicia lobby and is open to the general public. Guests of the Phoenicia have the added luxury of being able to view a comprehensive selection of video art from the Videoinsight® Foundation via the exclusive dedicated Video Art channel available complimentary in all rooms. VIDEO ART PROJECT III: FREE YOUR MIND features new art works from a competition run by Phoenicia Hotel and the Videoinsight® Foundation, and seeks to inspire and encourage local artists in Lebanon in the future. The competition winner will be announced beginning of October and will have their video work showcased at the Videoinsight® Foundation in Italy, as well as receiving a weekend stay at the Phoenicia. Artists interested in taking part in future competitions are invited to email videoart@phoeniciabeirut.com. VIDEO ART PROJECT III: “FREE YOUR MIND” is a continuation of Videoinsight® Foundation’s vision and commitment to Video Art, exhibiting the results from the previous competition, and further enhances the Phoenicia’s reputation as an art hotel that not only features many world-class works throughout its premises, but also seeks to support artists in Lebanon and the region.

ELIE FAHED How Does It Feel to Miss Someone 2017

Schermata 2017-10-04 alle 16.49.56

LOUKMAN NASSREDINE Suppression 2017

Schermata 2017-10-04 alle 16.51.22

JEROEN KRAMER Untitled 305 2017

Schermata 2017-10-04 alle 16.52.55

MAMAD MOSSADEGH The Breeze 2016

Schermata 2017-10-04 alle 16.52.07

MARIO DAOU Northern Lights 2017

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