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Videoinsight® Prize 2026

Videoinsight® Prize 2026

Irene Balia (Iglesias, 1985) con l’opera “Mezz’ombra” – acrilico su tela, 150 x 100 cm, 2025 – 2026, Videoinsight® Collection – è la vincitrice del Videoinsight® Prize 2026.

Il premio – promosso da @videoinsightfoundation creato nel 2010 e giunto alla sua Sedicesima Edizione – 
riconosce e valorizza le ricerche artistiche capaci di promuovere la salute, la cura, la longevità e il benessere psicofisico. L’opera “Mezz’ombra” incarna appieno la mission di Videoinsight® Foundation – ETS: trasforma l’esperienza estetica in un processo terapeutico ed evolutivo; dialoga con gli aspetti più intimi e latenti dell’esperienza umana; stimola nello spettatore immediata risonanza emotiva, insight e profonda integrazione interiore. Si è distinta per la straordinaria delicatezza narrativa, la densità psicologica, la potenza perturbante con cui esplora le zone d’ombra della psiche e della memoria emotiva. Attraverso la raffinata ricerca visiva, la fascinazione del realismo magico, l’evocazione di una ritualità, l’Artista costruisce uno spazio sospeso tra luce e penombra, che diviene specchio delle complessità e delle transizioni dell’animo umano. Con una pittura intima e vibrante, indaga la figura, lo spazio domestico, la relazione affettiva, la relazione di coppia. I soggetti raffigurati sembrano sospesi nel tempo; la loro presenza stimola nello spettatore un processo di identificazione e di proiezione. La superficie pittorica diventa uno specchio emotivo in cui l’osservatore è invitato a esplorare i propri vissuti, attivando intuizioni e risonanze interiori. La figurazione si muove in un territorio sospeso e affascinante, nel quale si trasfigura in sintesi formale, atmosfera onirica e profonda indagine psicologica.

Lo sguardo sulla relazione è disincantato, ironico. La narrazione è misteriosa. Il quotidiano è riformulato su un piano onirico: la realtà domestica e le figure umane non sono restituite come ritratto verista, ma rielaborate attraverso un filtro sottilmente surreale. Gli interni, i soggetti e gli elementi della natura vegetale diventano quinte teatrali di una narrazione interiore, in cui l’ordinario assume un carattere ambiguo, evocativo e inafferrabile.

La pittura predilige una struttura bidimensionale e minimale; i confini sono sottili, le forme sono delimitate da linee pulite, nette e delicate, mentre i campi di colore uniforme definiscono con precisione i volumi e lo sfondo. Il vuoto e la sottrazione visiva non sono assenze, ma componenti riempitive cariche di tensione emotiva e silenzio. Attraverso la palette cromatica, la stesura satura e ricercata, i colori pieni e pastosi, l’Artista costruisce un’atmosfera di apparente calmo incanto che nasconde un’inquietudine e tensione psicologica.

Il gioco tra luce e penombra mette in scena la dualità dell’esperienza umana: il visibile e l’inconscio. I protagonisti appaiono enigmatici, indecifrabili, ambigui, stranianti, nascosti da una nube di fumo. La scena quasi sciamanica, inafferrabile al colpo d’occhio, oltre che disorientare, comunica fiducia, speranza. 

“Ci sono momenti in cui il cammino si appanna, l’atmosfera si fa densa di fumo, il buio cancella le coordinate e la nebbia confonde persino il profilo di chi ci sta accanto. In queste condizioni di opacità e smarrimento, la tendenza istintiva è quella di arrestarsi, di percepire l’ostacolo come una privazione o un’ingiustizia della sorte. Eppure, è proprio quando il paesaggio visibile viene meno che si attiva un altro tipo di sguardo. Quando la vista non basta più, la relazione — che sia d’amore o d’aiuto — smette di essere una semplice presenza e si trasforma in una struttura portante. 
Nel vuoto apparente creato dall’incertezza, il legame umano diventa il terreno in cui germoglia il senso. 
Nonostante l’ambiente ostile, la vicinanza autentica e la cura reciproca permettono di far nascere un frutto inatteso, di portare alla luce un tesoro che, nella piena chiarezza del giorno, sarebbe rimasto invisibile. Il tesoro non è mai l’assenza della nebbia, ma la scoperta di ciò che siamo capaci di generare e custodire mentre la attraversiamo. In questo processo, l’impedimento smette di essere un mero freno per svelare la sua natura più profonda: ogni impedimento è un giovamento. L’ostacolo non arriva per bloccare la vita, ma per costringerla a cambiare forma, a superare la superficie e ad andare a fondo. 
La nebbia e il fumo costringono a rallentare, ad ascoltare, a sintonizzarsi su frequenze più intime e sottili. Riducono il rumore di fondo e costringono a cercare l’essenziale. 
Ci insegnano che la fragilità non è la fine della strada, ma la condizione fondamentale per accedere alla vera forza, e che è proprio la resistenza del terreno a permettere al seme di spezzarsi e dare vita alla pianta. Nella relazione d’aiuto e nell’amore, la difficoltà condivisa si converte così in un catalizzatore di trasformazione. La prova non cancella il valore dell’esperienza; al contrario, lo protegge, lo matura e lo impreziosisce, ricordandoci che la luce più pura non è quella che illumina il cammino già spianato, ma quella che riusciamo ad accendere insieme dentro la notte.” Rebecca Russo

Sebastiano Sofia

@videoinsightfoundation acquisisce per Videoinsight® Collection l’opera “Self-portrait with stoma”, olio su tela, 100 x 60 cm, 2026 dell’Artista @sebastiano_sofia Il lavoro ha fatto parte della Mostra collettiva “Caregiver”, curata da @rebeccarusso.videoinsight promossa da @videoinsightfoundation nei @magazziniartecontemporanea di Trapani nel periodo 29.07.2026 – 29.08.2026.

“Questo autoritratto nasce dall’esperienza della stomia, un evento che ha trasformato radicalmente il mio rapporto con il corpo. Per mesi, prendersi cura di me ha significato compiere ogni giorno gesti semplici, ma essenziali: pulire, medicare, osservare, accettare. Un rituale fatto di fragilità, pazienza e ascolto. La #cura , però, non è stata solo un atto fisico. È stata anche un esercizio mentale ed emotivo: imparare ad abitare un corpo cambiato, affrontare la paura, la vergogna e l’incertezza.  In questo percorso non sono stato solo. La presenza delle persone che mi sono state accanto – medici, infermieri, familiari e amici – mi ha ricordato che #prendersicura è sempre una relazione, un gesto condiviso. Questo dipinto nasce da quell’esperienza: non racconta soltanto una ferita, ma la possibilità di ritrovare una forma di tenerezza verso il proprio corpo, anche quando sembra diventato estraneo.” Sebastiano Sofia

“L’opera di Sebastiano Sofia si distingue per una pittura fluida, organica ed evocativa, in cui la figura umana sfuma in forme metamorfiche. La stesura del colore è liquida e stratificata. I contorni dei corpi non sono mai netti o perimetrati con rigore, ma appaiono morbidi, quasi gelatinosi o membranosi, riflettendo la fluidità dell’interno dell’organismo e la mutevolezza della carne. In “Selfportrait with stoma”, autoritratto intimo e viscerale, l’Artista affronta la complessità del corpo vulnerabile, della #cura e della riappropriazione dell’identità corporea. Mette a nudo la propria condizione fisica e psicologica legata alla presenza della stoma, una modifica anatomica permanente o temporanea che trasforma radicalmente il rapporto con la percezione del proprio corpo. La tavolozza cromatica di Sofia impiega toni organici e carnici: sfumature di rosa, rossi viscerali, toni albocilestri e campiture d’ombra calde o terrose. Il colore non è descrittivo in senso realistico, ma emotivo e sensorialmente percettivo. L’atmosfera è sospesa nel tempo, tra il sogno e la dimensione clinica, anatomica. La figura sembra emergere o sprofondare nello sfondo, creando un senso di privacy violata, ma accolta, dove la delicatezza del tratto mitiga l’impatto della condizione medica esposta. La ricerca pittorica trasforma la fragilità biologica e il segno della malattia in un atto di pura poesia visiva. L’opera risponde all’obiettivo primario di Videoinsight®: utilizzare la pittura come strumento psicoterapeutico ed emersione di intuizioni interiori profonde.

Nel contesto della mostra Caregiver – creata per indagare i concetti di cura, dipendenza, empatia e assistenza fisica ed emotiva – il dipinto si pone come ponte tra due dimensioni: 

– il corpo come territorio di cura: la stoma cessa di essere un mero dettaglio clinico e diventa il fulcro concettuale dell’opera, simbolo della vulnerabilità umana e della necessità di accettazione; 

– l’atto di autocura (self-caregiving): prima ancora di ricevere cure dall’esterno, la figura è immortalata nell’atto di gestire, guardare e abitare la propria condizione.” Rebecca Russo

M45 artspace, Munich

Rebecca Russo, Presidente della Fondazione Videoinsight®, Direttrice del Centro Videoinsight®, Creatrice del Metodo Videoinsight®, Collezionista di Arte Contemporanea, in collaborazione con Hajo Bahner, Tilmann Krumrey e Marian Dörfler, ha creato un nuovo spazio per la VideoArte in Monaco di Baviera, nella carismatica Mullerstrasse, cuore pulsante della vita culturale della citta’.
Il nome e’ M45 artspace.
Piattaforma di lancio anche per la neonata Fondazione Trafopark, m45 artspace e’ un centro multifunzionale, un living art lounge, un loft creativo per l’integrazione, l’apprendimento, l’educazione, l’innovazione e l’evoluzione sociale.

Video con Alto Impatto Videoinsight® tratti dalla Collezione Videoinsight® sono mostrati al pubblico, con frequenza settimanale, secondo il Concept Videoinsight®, per la Promozione del Benessere Psicofisico degli spettatori.
Il Programma comprende video di Artisti internazionali: Nathalie Djurberg, Hans op de Beeck, Keren Cytter, Victor Alimpiev, Laure Prouvost, 
Katarzyna Kozyra, Kate Gilmore, Ragnar Kjartansson, Ali Kazma, Niklas Goldbach, Ivan Argote, Koki Tanaka, Marcello Maloberti, Marzia Migliora, Michael Fliri, Ulla von Brandenburg, Regina Jose’ Galindo, Ursula Mayer, Beatrice Pediconi, Ottonella Mocellin & Nicola Pellegrini, Petra Lindholm, Eulalia Valldosera, Vyacheslav Akhunov, Said Atabekov, Tobias Zielony, Tilmann Krumrey, Larissa Sansour, Maria Josè Arjona, Sophie Whettnall, Julika Rudelius, Agnieszka Polska, Vlatka Horvat, Fatma Bucak, Masbedo, Goldiechiari, Erdem Tasdelem, Vladimir Houdec, Cheryl Pope, Alice Cattaneo, Anetta Mona Chisa & Lucia Tkacova, Aya Momose, Beatriz Millar, Burku Gokcek, Canan, Driant Zenely, Edson Luli, Elena Kovilyna, Emilia Faro, Entang Wiharso, Farniyaz Zaker, Jhafis Quintero, Mary Sue, Melati Surjodarno, Naufuz Ramirez Figueroa, Nezaket Ekici, Noa Gur, Polina Kanis, Shana Moulton, Ra’ di Martino, Sissi, Taus Makhacheva, Tejal Shah, Hiwa K, Janet Biggs, Vlad Nanca e molti altri.
Tutti i Programmi Videoinsight® Art for Care per la Promozione della Salute e della Qualita’ della Vita sono importati nel M 45 artspace dal Centro Videoinsight®.
M45 artspace comincia le sua attivita’ nell’Aprile 2015.

M45 artspace Mullerstrasse 45,
 Munich, Germany

www.m45artspace.de
videoinsight@videoinsight.it

m45_logo

M45 artspace, Munich

Schermata 2015-04-16 alle 21.51.02
Schermata 2015-04-16 alle 22.04.35
Schermata 2015-04-16 alle 22.05.04

A new art space is born in Munich downtown. The name is m45 artspace. The address is Müllerstrasse 45/2.
It starts with an Opening Week on April 22 – 26, 2015.

m45 artspace is a multifunctional center, an experimental observatory of artistic and cultural experiences, a creative laboratory for stimulating innovation and evolution.

Videoinsight® Foundation, non-profit organization for the Promotion of Well-being through the integration of Contemporary Art, Psychology and Medicine, shows in M45 Art Videos from the well-known Videoinsight® Collection: a selection of Contemporary Art with High Psychological Impact and Psycho-diagnostic and Psycho-therapeutic potential.

The Art Program includes videos by
 international famous artists: Nathalie Djurberg, Hans op de Beeck, Keren Cytter, Laure Prouvost, 
Katarzyna Kozyra, Kate Gilmore, Marzia Migliora, Ursula Mayer, Beatrice Pediconi, Eulalia Valldosera, Vyacheslav Akhunov, Said Atabekov, Tobias Zielony, Larissa Sansour, Maria Josè Arjona, Sophie Whettnall, Julika Rudelius, Agnieszka Polska, Vlatka Horvat, Fatma Bucak, Erdem Tasdelem, Vladimir Houdec, Cheryl Pope, Masbedo, Goldiechiari.