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FLAMENCO

Videoinsight Foundation – ets

in linea con la mission di promozione della cura del benessere psicofisico lancia una nuova iniziativa dedicata all’integrazione di Arte e Salute: 

FLAMENCO. Open Call for Digital Artists 2026.

Il Flamenco è un ecosistema emotivo, una filosofia di vita, un’espressione artistica profonda dell’identità umana, dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. Nato in Andalusia, è il risultato di un secolare e affascinante incrocio di culture.

Si differenzia per l’impatto psicologico, per il tipo di “insight” che promuove nel pubblico. Esprime l’intera gamma delle passioni umane: i diversi “palos” (stili) hanno “compás” (ritmi) peculiari, colorazioni di sentimento specifiche. Esistono oltre 50 tipi di palos, dotati di scale musicali e intenzioni emotive differenti. Il quid del Flamenco è il “duende”, descritto da Federico García Lorca come un “potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega”. È il momento magico di “insight supremo”, nel quale l’artista e lo spettatore entrano in uno stato di “trance emotiva”. È l’istante in cui l’Arte smette di essere finzione e diventa verità assoluta, capace di guarire e trasformare chi la vive. Il Flamenco converte la sofferenza in bellezza e ritmo, insegna a stare nel dolore per poi liberarsene attraverso l’Arte; non ammette maschere, catalizza autenticità, eleva lo spirito. 

Il progetto FLAMENCO mira a riallineare le frequenze emotive, psicofisiche dello spettatore, attraverso un’alchimia di sensi. Nasce come dispositivo di “cura”: attraverso la sinergia immersiva tra visione, ascolto e olfatto, invita a varcare la soglia del guardare per entrare nel territorio del guarire. 

L’esposizione artistica è concepita come un percorso plurisensoriale, una camera di consapevolezza nella quale sperimentare una triade di stimoli:
– l’immagine (il focus), un’opera di Digital Art ad alto impatto trasformativo, capace di attivare i “neuroni specchio” e sollecitare il mondo interno; 
– la musica (il ritmo), una tessitura sonora progettata per far risuonare le frequenze cardiache e cerebrali, facilitando il rilassamento profondo e l’attivazione energetica; 
– il profumo (la memoria), una fragranza diffusa nell’aria che bypassa la mente razionale per colpire direttamente il sistema limbico, risvegliando memorie ancestrali e stimolando una risposta fisiologica di benessere.

Il fine ultimo è la promozione della salute psicofisica attraverso l’Arte che provoca emozione e insight. Nello spazio artistico l’integrazione dei sensi funge da catalizzatrice per 

– la catarsi emotiva: il rilascio di tensioni accumulate attraverso l’identificazione con l’opera d’Arte; 

– la resilienza: il rafforzamento delle risorse psicologiche sane attraverso l’esperienza estetica totalizzante; 

–  l’insight: la comprensione improvvisa e illuminante di dinamiche interiori. 

L’ Arte non è l’oggetto da ammirare, ma lo specchio in cui trovarsi. Lo spettatore non è un visitatore passivo, ma il protagonista di un processo di guarigione e risveglio.

L’immagine curativa non è bella in senso estetico, ma è funzionale: agisce come un farmaco visivo che interagisce con il sistema nervoso e l’inconscio; evoca l’insight, è il veicolo per rendere visibile la forza vitale.  Contiene narrazione; non è statica o decorativa, include movimento interno (un’azione, un’evoluzione, uno slancio, un conflitto che si risolve). Include un archetipo: richiama simboli universali riconoscibili dall’inconscio collettivo, che saltano le barriere linguistiche e culturali (la luce che vince sull’ombra, il cammino, la rinascita, l’abbraccio). Evoca l’apertura: lascia spazio all’interpretazione, permettendo la proiezione spontanea di vissuti interiori. Se rappresenta un gesto di liberazione o di forza, il cervello dello spettatore, a causa dell’attivazione dei neuroni specchio, simula quel gesto, producendo biochimicamente una sensazione di empowerment. Provoca empatia: permette di “sentirsi dentro” l’opera, di trasformare l’osservazione in un’esperienza interiorizzata. È in equilibrio tra tensione, risoluzione, trasformazione, dinamismo (rappresenta il passaggio dal caos all’ordine, dal dolore alla resilienza), catarsi (accoglie il disagio dello spettatore per offrire una via d’uscita simbolica). Contiene colori e luce ad alto impatto sul sistema endocrino e sul ritmo circadiano: la luce suggerisce speranza, orientamento, intuizione, illuminazione; la cromoterapia attiva l’energia, la forza e la passione, attraverso i toni caldi, seda l’ansia e favorisce la riflessione profonda, tramite i toni freddi. Stimola la risonanza affettiva; include quello che Roland Barthes chiamava “punctum”: un dettaglio, una “ferita” o un elemento inaspettato che colpisce lo spettatore, rompendo le difese e permettendo all’emozione di fluire. Possiede “duende”: quel fuoco interno che costringe l’anima a reagire e a rimettersi in cammino. La soglia funziona come portale: si entra in un modo e si esce in un altro.

La musica curativa non è un sottofondo, ma un vettore d’urto emotivo, un regolatore fisiologico. Per “risvegliare l’anima”, il suono deve agire su più livelli: biochimico, cellulare e psicologico. Deve: 

– presentare entrainment (trascinamento), una coerenza dei ritmi biologici; il cuore e le onde cerebrali devono potersi sincronizzare con il ritmo esterno; 

– ottimizzare la frequenza cardiaca; per indurre rilassamento deve partire da un tempo moderato e rallentare gradualmente; per risvegliare l’energia vitale e contrastare l’apatia deve contenere un crescendo ritmico; 

– stimolare le onde cerebrali con frequenze che favoriscano il rilassamento vigile (alpha) e l’introspezione profonda (theta); 

– essere dinamica, raccontare, evocare, esprimere tensione (dolore, blocco) per poi condurre l’ascoltatore verso una risoluzione armonica (questo processo specchia la capacità della mente di superare i traumi). 

L’alternanza tra piano e forte deve stimolare l’attenzione e prevenire l’assuefazione, mantenendo l’anima “sveglia”. Esistono frequenze specifiche associate alla guarigione: 

– 528 Hz: la “frequenza dei miracoli” o della riparazione del DNA, connessa alla trasformazione e alla pace; 

– 432 Hz: una sintonizzazione naturale e coerente con le frequenze dell’universo e del corpo umano, che favorisce sensazioni di centratura e benessere profondo. 

La musica curativa crea una connessione empatica immediata, riduce il senso di solitudine; evita strutture caotiche o dissonanze eccessive che potrebbero indurre stress o ansia (cortisolo). Rassicura il sistema nervoso, sorprende per emozionare. Basse frequenze “sentite” fisicamente nel petto o nell’addome aiutano a radicare l’esperienza nel corpo (vibrazione somatica). Il ritmo primordiale riattiva la forza vitale e la volontà (resilienza); l’armonia fluida riduce i livelli di cortisolo e l’infiammazione da stress; la melodia evocativa stimola il rilascio di dopamina e ossitocina; il silenzio strategico delle pause permette all’insight di sedimentarsi nella coscienza.

Il profumo curativo, non è un semplice accessorio, ma la chiave d’accesso più rapida all’inconscio, mira al risveglio dell’anima e al benessere psicofisico. A differenza della vista e dell’udito, l’olfatto è l’unico senso che non viene filtrato dal talamo: arriva direttamente al sistema limbico, la sede delle emozioni e della memoria analogica. Per promuovere la “cura” la fragranza deve possedere purezza e autenticità: basarsi su oli essenziali naturali e non su molecole di sintesi piatte. Gli oli essenziali estratti da piante vive conservano una complessità molecolare che interagisce chimicamente con l’organismo. L’anima riconosce il vero: un profumo naturale evoca la connessione con la terra, un pilastro fondamentale del benessere psicofisico. Un profumo curativo deve agire come un attivatore di memorie positive o ancestrali, deve evocare un viaggio nel tempo. Le “note di radici” (vetiver, patchouli) forniscono “grounding” (radicamento), aiutando il fruitore a sentirsi solido e sicuro, contrastando la frammentazione psichica. Accenni di vaniglia, agrumi o resine dolci, le “note d’infanzia”, risvegliano il bambino interiore, promuovendo un senso di protezione e nutrimento emotivo. Il profumo deve avere una piramide olfattiva dinamica: “note di testa”(incensate o agrumate) per “pulire” la mente dai pensieri quotidiani e aprire lo spazio all’insight; “note di cuore” (floreali o speziate) per toccare la sfera affettiva e l’apertura; “note di fondo (legnose) per dare profondità e persistenza all’esperienza, permettendo al benessere di durare nel tempo. La fragranza deve essere neurostimolante, agendo come un ancoraggio neurologico, provocando il sollievo dallo stress (note come il bergamotto o il legno di sandalo riducono i livelli di cortisolo),  il risveglio dell’anima (l’incenso o la mirra sono legati alla spiritualità, approfondiscono il respiro, predispongono alla meditazione e alla riflessione profonda), l’energia vitale (il pepe nero o lo zenzero stimolano la determinazione e la forza d’animo).

Associare una fragranza specifica a un’immagine e a una musica permette al fruitore di fissare l’insight ricevuto. In futuro, risentire quel profumo riattiverà immediatamente lo stato di benessere vissuto durante la mostra. L’insight olfattivo è l’alchimia che trasforma l’aria in emozione pura.

Requisiti e Modalità di Partecipazione: la partecipazione è aperta agli artisti di Digital Art che desiderano confrontarsi con il tema della Cura” attraverso il linguaggio dell’Arte.

Tipologia di opere: Digital Art
Caratteristiche: Video o NFT con musica, colore, durata variabile
Materiale richiesto: Video o NFT in alta risoluzione con didascalia
Candidature: by email – rebecca.russo@fasv.it
Deadline: 30.06.2026

Tutte le opere candidate saranno sottoposte alla valutazione di una Giuria multidisciplinare. L’opera vincitrice sarà protagonista della mostra FLAMENCO.

Vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina instagram.

Il team di Videoinsight Foundation – ets

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Amani Bodo

Rebecca Russo, nel contesto di Roma Arte Nuvola , ha acquisito, per la Collezione Videoinsight®, l’opera di Amani Bodo “Mamiwata” 2025, acrylic on canvas, 134 × 124  cm, Galleria Primo Marella, Milano, Lugano

Flashback Habitat

Butterfly – Quaderno

Butterfly

Flashback Habitat. Ecosistema per le culture contemporanee

in collaborazione con Videoinsight Foundation – ets

Butterfly by Rebecca Russo

Rassegna di VideoArte tratta dalla Collezione Videoinsight®

25.09.2024 – 30.03.2026

25.09.2025 | Talk by Tita Giunta

La farfalla è uno dei simboli più potenti e universali di trasformazione, rinascita e bellezza interiore. Il suo ciclo di vita – dall’uovo alla larva, poi alla crisalide e infine alla creatura alata – rappresenta un processo profondo di cambiamento e crescita. Rappresenta simbolicamente l’anima, il passaggio tra mondi, tra vita e morte, tra buio e luce. È associata alla libertà, alla leggerezza dell’essere, ma anche alla fragilità e all’impermanenza, poiché la sua esistenza è breve ma intensa, come certi momenti preziosi della vita. La farfalla invita a lasciare andare il passato, ad accettare il cambiamento e ad avere il coraggio di evolvere. Ricorda che anche ciò che appare immobile o oscuro (come la crisalide) può contenere il seme di qualcosa di meraviglioso. Le ferite umane, per quanto dolorose, possono diventare ali per spiccare voli di emancipazione, di consapevolezza, varchi attraverso cui entra la luce. Ogni dolore vissuto, ogni caduta, ogni perdita lascia un segno, che non è soltanto sofferenza: è anche memoria, esperienza, verità. I limiti, le perdite, causano crepe, nelle quali si nasconde, si rivela la possibilità di trasformazione. Le fragilità provocano autenticità, forza e luminosità. Il fallimento attraversato con consapevolezza, può diventare compassione, profondità, arte. Le cicatrici raccontano una storia: non sono un difetto, ma una forma di bellezza, più vera. Le vulnerabilità possono trasformarsi in risorse: diventando sensibilità, capacità di comprendere gli altri, desiderio di autenticitàLa farfalla è poesia in movimento, messaggera silenziosa di speranza, trasformazione e nuova vita.

Opere:

Janet Biggs, Can’t find my way home, 2015, 09 min. 45 sec.

Maurizio Camerani, Sub, 1994, 06 min. 06 sec.

Emilia Faro, The Prince’s metamorphosis, 2010, 03 min. 29 sec.

Michael Fliri, Getting too old to die young 2008, 00 min. 47 sec.

Kate Gilmore, My love is an anchor, 2004, 07 min. 06 sec.

Goldiechiari, 1969, 2010, 04 min. 23 sec.

Vlatka Horvat, Restless, 2010, 08 min.18 sec.

Polina Kanis, Eggs, 2010, 17 min.28 sec.

Ali Kazma, Dance Company, 2009, 10 min. 17 sec.

Edson Luli, What is man, 2014, 06 min. 55 sec. 

Marcos Lutyens, The subjective self: twinnapse, 2013, 01 min. 40 sec.

Ursula Mayer, The crystal gaze, 2007, 14 min. 39 sec. 

Marcello Maloberti, Blitz, 2012, 07 min. 58 sec. 

Masbedo, Glimà, 2008, 18 min. 26 sec.

Hans Op De Beeck, Parade, 2012, 11 min. 17 sec.

Fabrizio Passarella, Il Giardino Rabescato, 2003 – 2016, 15 min. 48 sec.

Fabrizio Passarella, Dreams, 2022 – 2025, 17 min. 30 sec.

Cheryl Pope, Stacks, 2010, 10 min. 05 sec.

Sissi, Daniele ha perso il treno, 1999, 01 min. 30 sec.

Michele Tombolini, Indelible marks, 2016, 17 min. 13 sec. 

Ulla Von Brandenburg, Singspiel, 2009, 06 min. 39 sec.

Arte Mondadori | Novembre 2017

Arte Mondadori Novembre N. 531 2017

Museo Riso di Palermo
The Videoinsight® Collection by Paola Stroppiana
Cento Opere della Collezione Videoinsight®

Arte Mondadori Novembre 2017
The Videoinsight® Collection by Rebecca Russo

Tra le opere presenti: Keren Cytter Something Happened 2007, Ulla von Brandenburg Singspiel 2009, Marinella Senatore Speak easy – Director’s cut 2009, Nathalie Djurberg Untitled (Acid) 2010, Laure Prouvost The Artist 2010, Hans Op De Beeck Parade 2012, Kate Gilmore My Love is an Anchor 2004, Ragnar Kjartansson Mercy 2004, Katarzyna Kozyra Lou Salomé 2005, Tobias Zielony The Street (C.P.A.) 2014, Ali Kazma Dance Company 2009, Larissa Sansour A Space Exodus 2008, Agnieszka Polska I Am the Mouth 2014.

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Larissa Sansour A Space Exodus 2008 Videoinsight® Collection

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