Primo piano

ENDLESS SUMMER

Videoinsight® Foundation – ETS partecipa a ENDLESS SUMMER, progetto espositivo ideato da MAGMA, con la Direzione Artistica di Alex Montanaro e Gioele Melandri, in programma dal 16 maggio 2026 al 1 luglio 2026 presso il Magazzino del Sale di Cervia.

Dal 16 maggio al 1 luglio 2026 il Magazzino del Sale di Cervia accoglie la seconda edizione di ENDLESS SUMMER, ciclo espositivo triennale (2025-2027) ideato da MAGMA APS. Prendendo in analisi l’idea utopica di un’estate senza fine come dispositivo evocativo e narrativo, il progetto nasce dalla volontà di sperimentare nuove forme di cooperazione legate alle singole pratiche curatoriali, immaginando la mostra come una jam session in cui ogni specificità critico-autoriale venga valorizzata senza agonismi e competizione.

ENDLESS SUMMER si configura dunque come un’esperienza condivisa e costruita sul confronto. Nel corso dei tre anni del progetto, un gruppo di curatrici e curatori appartenenti a generazioni diverse — ciascuno con le proprie sensibilità e linee di ricerca — invita artiste e artisti visivi, emergenti e affermati, attivi sulla scena italiana e internazionale, a interrogarsi sull’estate come possibile suggestione poetica. Una stagione in cui il tempo sembra distendersi, la luce ridefinisce ritmi e spazi, e nuove percezioni, visioni e desideri prendono forma dinamicamente.

Il progetto si muove all’interno di questa dimensione sospesa, evocata più come stato mentale che come semplice fenomeno climatico: l’estate diventa così una soglia percettiva in cui l’intensità dell’esperienza si intreccia alla sua stessa transitorietà, e la vitalità del presente si accompagna già alla malinconia per la fine inesorabile della stagione.

Il titolo del progetto è tratto da un documentario sul surf realizzato negli anni Sessanta da Bruce Brown, in cui il regista segue un gruppo di surfisti in viaggio tra i due emisferi alla ricerca di un’estate perpetua. ENDLESS SUMMER ne raccoglie il paradosso, richiamando l’immagine di una stagione perpetua: un ideale irraggiungibile, una dimensione quasi utopica.

Le opere scelte dalle curatrici e dai curatori – che spaziano dalla pittura al video, dalla scultura alla fotografia fino alla performance – entrano in relazione tra loro secondo libere dinamiche di accostamento e risonanza. Ne scaturisce uno spazio di confronto vivo e organico, sviluppato in un clima di reciproca fiducia fra gli artisti coinvolti e i curatori che collaborano al progetto.

Al termine del triennio espositivo, verrà realizzata una pubblicazione che raccoglierà tutte le opere presentate nel corso delle edizioni, documentando i diversi approcci a tema e le traiettorie curatoriali emerse. 

Questo ciclo tematico è concepito da MAGMA specificamente per Cervia e realizzato con il contributo del Comune, con l’intento di radicare sul territorio l’interesse per l’arte contemporanea e contribuire alla valorizzazione di alcune specificità culturali, sociali e antropologiche della comunità che ne ospita i risultati. La scelta del tema nasce infatti anche dalla volontà di valorizzare il forte legame della città con la stagione estiva, un innesco poetico ancora capace di generare immaginari sorprendenti.

ENDLESS SUMMER è un invito a vivere la mostra come si vive l’estate: con la consapevolezza di un’intensità piena e presente, destinata però a dissolversi.

La selezione delle curatrici e dei curatori si basa anche quest’anno sull’idea di dare voce sia a chi opera all’interno di musei, gallerie e istituzioni culturali, sia a chi anima progetti indipendenti e no profit. In questa prospettiva, e con uno spirito di coinvolgimento e collaborazione in continuo aggiornamento, sono stati invitati a partecipare alcuni project spaces attivi sul territorio nazionale, tra cui: Gelateria Sogni di Ghiaccio(Bologna), Fertile (Brescia) e Toast Project (Firenze). Sono inoltre coinvolti le curatrici e i curatori Viola Emaldi, Antonio Grulli, Milovan Farronato, Cornelia Mattiacci, Saverio Verini.

Artiste e Artisti: Riccardo Baruzzi, Sergio Breviario, Stefania Carlotti, Anna Capolupo, Martina Cassatella, Maurizio Cattelan, Paolo Chiasera, Cuoghi Corsello, Sabine Delafon, Gabriele Ermini, Joana Escoval, Massimiliano Fabbri, Flavio Favelli, Luca Federico Ferrero, Francesco Gennari, Luigi Ghirri, Nan Goldin, Alessandra Giovannoni, Guido Guidi, Lin Hóng Jìng, Lucia Leuci, Goshka Macuga, Andrea Magnani, Tess Mallavergne, Davide Mancini Zanchi, Eleonora Mariani, Eva Marisaldi, Rachele Maistrello, Matisse Mesnil, Jimmy Milani, Mattia Moreni, Chiara Peruch, Alessandro Piangiamore, Paola Pivi, Luca Poncetta, Giulia Poppi, Laure Prouvost, Riccardo Previdi, Marinella Senatore, Vincenzo Simone, Roberta Silva, Tommaso Silvestroni & Mihály Mór Kovács, Michele Tocca, Gloria Tomasini, Vinicius Jayme Vallorani, Giuditta Vettese, Francesco Vezzoli, Venerdisabato, Andy Warhol, Giovanni Wetzl, Shafei Xia.

ENDLESS SUMMER è realizzata grazie al contributo del Comune di Cervia.

Ufficio stampa
Irene Guzman: irenegzm@gmail.com

MAGMA opera sul territorio romagnolo dal 2014, rappresenta un collettivo di ricerca interdisciplinare impegnato nello sviluppo di progetti curatoriali volti alla diffusione e alla percezione multisensoriale di forme eterogenee di espressione artistica contemporanea, tra cui musica, performance e arti visive. MAGMA è per sua natura un’associazione culturale nomadica, si attiva a partire dal contesto e contestualizza il suo intervento per ridefinire o ampliare l’identità del luogo stesso. Il suo interesse è quello di agire con esperienze immersive per convertire a livello simbolico e culturale la percezione collettiva di luoghi dall’alto valore storico artistico e naturalistico: siano essi paesaggi naturali suggestivi (urbani ed extraurbani) o contesti culturali istituzionali con i quali progettare proposte allineate con l’identità culturale del territorio. Esempi di tali contesti includono il museo MAR di Ravenna, l’Ex Convento di San Francesco a Bagnacavallo, Casa Varoli a Cotignola, l’ex discoteca Woodpecker ed il Magazzino Darsena di Cervia. Ha organizzato e curato diversi eventi culturali, come la rassegna Elementi (in corso dal 2000), il festival Modulo Fest, e le mostre collettive Bruma (2016), Non Giudicare (2020), Il Rituale del Serpente (2021), Endless Summer (2025).

MAAT, Lisbon, Portugal

Anna Maria Maiolino, “Terra Poetica”, a cura di João Pinharanda e Sérgio Mah.

In mostra dal 25 marzo al 31 agosto 2026.

Allestita nella Galleria Ovale del MAAT, la mostra riunisce disegni e fotografie giovanili con un nuovo gruppo di monumentali sculture in argilla create dall’artista in loco, dando vita a un incontro sensoriale e poetico con lo spazio, la materia e la trasformazione.

Annamaria Maiolino, Por um fio (Per un filo) dalla serie Fotopoemação (Fotopoemazione), 1976, 5ª ed., stampa a getto d’inchiostro, stampata nel 2017, 44,1 × 65,1 cm, Collezione Videoinsight®

BLOOM

BLOOM: l’Arte come Cura e Rinascita

Videoinsight Foundation – ETS lancia l’Open Call per Sculture “Abitate” Bloom

Videoinsight Foundation – ETS, istituzione leader nella promozione dell’Arte come strumento di prevenzione e di promozione del benessere psicofisico, annuncia il lancio di “Bloom”, una Open Call internazionale che fonde scultura, performance e psicologia.

Il progetto nasce con una missione precisa: favorire la salute e la cura attraverso il linguaggio dei simboli. Gli Artisti sono invitati a sfidare la gravità e i confini della materia, creando sculture leggere progettate per essere indossate e “abitate” sulla testa.

Il Concept: Fiorire per Stare Bene

L’iniziativa mira a stimolare una riflessione profonda sulla salute.  Il titolo Bloom evoca l’atto del fiorire: non è solo un riferimento estetico, ma un imperativo esistenziale. Le Opere candidate dovranno tradurre in forme plastiche concetti e simboli legati alla crescita spirituale, alla rinascita, alla proiezione del sé verso l’alto. La scelta della testa come “piedistallo” non è casuale: rappresenta la sede del pensiero, dell’intuizione e dell’’identità. 

Le sculture dovranno interpretare visivamente uno o più dei seguenti concetti cardine:

  • SaluteCura 
  • Natura – Cultura 
  • IdentitàEvoluzione
  • Pace – Libertà
  • Empatia – Gratitudine
  • RelazioneComunicazione
  • Consapevolezza – Insight
  • Bellezza – Creatività
  • Talento – Visione
  • RispettoDignità 
  • AmiciziaAmore 
  • Scienze – Arti

La Sfilata – Evento: le Opere in movimento

Le opere vincitrici saranno protagoniste di una sfilata – performance trasformativa. Le sculture  non saranno esposte in modo statico, ma saranno indossate sul capo da modelle in una sfilata esclusiva, dove il movimento del corpo conferirà nuova vita agli oggetti artistici, creando un dialogo dinamico tra arte, moda e psicologia. La testa, centro del sistema nervoso e sede della psiche, diventerà il piedistallo vivente di simboli che “elevano” l’essere umano. La leggerezza dei materiali sarà fondamentale per permettere alle opere di essere portate con grazia, trasformando l’arte in un’esperienza dinamica e curativa. Le opere saranno interpretate come estensioni del pensiero e dell’affettività.

“Con Bloom, l’opera d’arte non è più un oggetto da osservare a distanza, ma una medicina per gli occhi e per la mente” .

Le Ipazie contemporanee

Le modelle saranno Ipazie contemporanee, non solo semplici eredi di un nome antico, ma  manifestazioni viventi di attitudini che sfidano il tempo. Come Hypatia, l’astronoma, filosofa e matematica ellenistica, le modelle – muse Ipazie abitano il confine sottile tra la logica più rigorosa e l’empatia più profonda, agendo come ponti tra ciò che il mondo è e ciò che potrebbe diventare, come menti illuminate del presente, come custodi e profetesse del futuro.

Mentre il mondo corre verso una distrazione digitale perenne, le Ipazie restano ancorate alla realtà con una presenza consapevole. Non si limitano a osservare il caos, ma lo filtrano attraverso il genio per trovarvi un ordine. Sono guidate dalla

  • Visione: possiedono la rara abilità di leggere i segnali deboli del domani. Dove altri vedono crisi, loro scorgono la necessità di un nuovo paradigma.
  • Azione: progettano soluzioni, scrivono codici, curano ferite sociali e ambientali con la precisione di chi sa che il futuro si costruisce un dettaglio alla volta.

Il talento di queste donne non è mai fine a sè stesso: è una luce che scotta se tenuta chiusa, ma che riscalda se condivisa. Le Ipazie hanno menti illuminate. Posseggono:

  • Il Merito: Il loro merito è solido, costruito sullo studio e sulla fatica, eppure è declinato con una grazia che non esclude gli altri.
  • L’Intelligenza del Cuore: essere “creature empatiche” significa per loro comprendere che non esiste progresso scientifico o culturale che possa dirsi tale se calpesta l’umano. La loro anima brilla perché è nutrita dalla capacità di sentire il dolore e la gioia del mondo.

L’Ipazia non cerca il martirio, ma la maestria. Non vuole morire per le proprie idee, bensì vuole condividerle con chi la circonda.

Le Ipazie contemporanee sono amiche nella vita, non invidiano, non competono, credono fermamente nella sorellanza intellettuale. Costruiscono: 

  • Reti di Sapere: sono “sorelle nella cultura” perché riconoscono il talento altrui senza timore. Creano ecosistemi dove la conoscenza circola liberamente, nei quali il successo di una è la vittoria di una visione collettiva.
  • La Cura del Quotidiano: nella vita privata, sono amiche consapevoli. Sanno ascoltare il silenzio tra le parole e offrire una spalla che è, allo stesso tempo, un pilastro di saggezza pratica.

Queste donne sono le cartografe di una nuova geografia umana. In un’epoca che spesso premia l’urlo più forte, l’Ipazia contemporanea preferisce la potenza della parola misurata e l’efficacia del gesto ispirato. Le Ipazie sono fari che non restano fermi sulla costa, ma che navigano insieme in mare aperto.

Giuria e Selezione

Le candidature saranno vagliate da una Giuria multidisciplinare composta da figure di spicco provenienti dal mondo dell’arte contemporanea, della medicina, della psicologia e del design. La valutazione si baserà sulla capacità dell’opera di veicolare un messaggio terapeutico e sulla sua armonia estetica.

Note Tecniche e Scadenze

  • Apertura Call: Marzo 2026.
  • Deadline:  Le opere dovranno essere candidate entro il 30 luglio 2026.
  • Specifiche: Le opere devono essere sculture simboliche, leggere, indossabili sul capo.
  • Destinatari: Artisti visivi, designer e creativi, senza limiti di età o nazionalità.
  • Candidature: by email – rebecca.russo@fasv.it

FLAMENCO

Videoinsight Foundation – ets

in linea con la mission di promozione della cura del benessere psicofisico lancia una nuova iniziativa dedicata all’integrazione di Arte e Salute: 

FLAMENCO. Open Call for Digital Artists 2026.

Il Flamenco è un ecosistema emotivo, una filosofia di vita, un’espressione artistica profonda dell’identità umana, dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. Nato in Andalusia, è il risultato di un secolare e affascinante incrocio di culture.

Si differenzia per l’impatto psicologico, per il tipo di “insight” che promuove nel pubblico. Esprime l’intera gamma delle passioni umane: i diversi “palos” (stili) hanno “compás” (ritmi) peculiari, colorazioni di sentimento specifiche. Esistono oltre 50 tipi di palos, dotati di scale musicali e intenzioni emotive differenti. Il quid del Flamenco è il “duende”, descritto da Federico García Lorca come un “potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega”. È il momento magico di “insight supremo”, nel quale l’artista e lo spettatore entrano in uno stato di “trance emotiva”. È l’istante in cui l’Arte smette di essere finzione e diventa verità assoluta, capace di guarire e trasformare chi la vive. Il Flamenco converte la sofferenza in bellezza e ritmo, insegna a stare nel dolore per poi liberarsene attraverso l’Arte; non ammette maschere, catalizza autenticità, eleva lo spirito. 

Il progetto FLAMENCO mira a riallineare le frequenze emotive, psicofisiche dello spettatore, attraverso un’alchimia di sensi. Nasce come dispositivo di “cura”: attraverso la sinergia immersiva tra visione, ascolto e olfatto, invita a varcare la soglia del guardare per entrare nel territorio del guarire. 

L’esposizione artistica è concepita come un percorso plurisensoriale, una camera di consapevolezza nella quale sperimentare una triade di stimoli:
– l’immagine (il focus), un’opera di Digital Art ad alto impatto trasformativo, capace di attivare i “neuroni specchio” e sollecitare il mondo interno; 
– la musica (il ritmo), una tessitura sonora progettata per far risuonare le frequenze cardiache e cerebrali, facilitando il rilassamento profondo e l’attivazione energetica; 
– il profumo (la memoria), una fragranza diffusa nell’aria che bypassa la mente razionale per colpire direttamente il sistema limbico, risvegliando memorie ancestrali e stimolando una risposta fisiologica di benessere.

Il fine ultimo è la promozione della salute psicofisica attraverso l’Arte che provoca emozione e insight. Nello spazio artistico l’integrazione dei sensi funge da catalizzatrice per 

– la catarsi emotiva: il rilascio di tensioni accumulate attraverso l’identificazione con l’opera d’Arte; 

– la resilienza: il rafforzamento delle risorse psicologiche sane attraverso l’esperienza estetica totalizzante; 

–  l’insight: la comprensione improvvisa e illuminante di dinamiche interiori. 

L’ Arte non è l’oggetto da ammirare, ma lo specchio in cui trovarsi. Lo spettatore non è un visitatore passivo, ma il protagonista di un processo di guarigione e risveglio.

L’immagine curativa non è bella in senso estetico, ma è funzionale: agisce come un farmaco visivo che interagisce con il sistema nervoso e l’inconscio; evoca l’insight, è il veicolo per rendere visibile la forza vitale.  Contiene narrazione; non è statica o decorativa, include movimento interno (un’azione, un’evoluzione, uno slancio, un conflitto che si risolve). Include un archetipo: richiama simboli universali riconoscibili dall’inconscio collettivo, che saltano le barriere linguistiche e culturali (la luce che vince sull’ombra, il cammino, la rinascita, l’abbraccio). Evoca l’apertura: lascia spazio all’interpretazione, permettendo la proiezione spontanea di vissuti interiori. Se rappresenta un gesto di liberazione o di forza, il cervello dello spettatore, a causa dell’attivazione dei neuroni specchio, simula quel gesto, producendo biochimicamente una sensazione di empowerment. Provoca empatia: permette di “sentirsi dentro” l’opera, di trasformare l’osservazione in un’esperienza interiorizzata. È in equilibrio tra tensione, risoluzione, trasformazione, dinamismo (rappresenta il passaggio dal caos all’ordine, dal dolore alla resilienza), catarsi (accoglie il disagio dello spettatore per offrire una via d’uscita simbolica). Contiene colori e luce ad alto impatto sul sistema endocrino e sul ritmo circadiano: la luce suggerisce speranza, orientamento, intuizione, illuminazione; la cromoterapia attiva l’energia, la forza e la passione, attraverso i toni caldi, seda l’ansia e favorisce la riflessione profonda, tramite i toni freddi. Stimola la risonanza affettiva; include quello che Roland Barthes chiamava “punctum”: un dettaglio, una “ferita” o un elemento inaspettato che colpisce lo spettatore, rompendo le difese e permettendo all’emozione di fluire. Possiede “duende”: quel fuoco interno che costringe l’anima a reagire e a rimettersi in cammino. La soglia funziona come portale: si entra in un modo e si esce in un altro.

La musica curativa non è un sottofondo, ma un vettore d’urto emotivo, un regolatore fisiologico. Per “risvegliare l’anima”, il suono deve agire su più livelli: biochimico, cellulare e psicologico. Deve: 

– presentare entrainment (trascinamento), una coerenza dei ritmi biologici; il cuore e le onde cerebrali devono potersi sincronizzare con il ritmo esterno; 

– ottimizzare la frequenza cardiaca; per indurre rilassamento deve partire da un tempo moderato e rallentare gradualmente; per risvegliare l’energia vitale e contrastare l’apatia deve contenere un crescendo ritmico; 

– stimolare le onde cerebrali con frequenze che favoriscano il rilassamento vigile (alpha) e l’introspezione profonda (theta); 

– essere dinamica, raccontare, evocare, esprimere tensione (dolore, blocco) per poi condurre l’ascoltatore verso una risoluzione armonica (questo processo specchia la capacità della mente di superare i traumi). 

L’alternanza tra piano e forte deve stimolare l’attenzione e prevenire l’assuefazione, mantenendo l’anima “sveglia”. Esistono frequenze specifiche associate alla guarigione: 

– 528 Hz: la “frequenza dei miracoli” o della riparazione del DNA, connessa alla trasformazione e alla pace; 

– 432 Hz: una sintonizzazione naturale e coerente con le frequenze dell’universo e del corpo umano, che favorisce sensazioni di centratura e benessere profondo. 

La musica curativa crea una connessione empatica immediata, riduce il senso di solitudine; evita strutture caotiche o dissonanze eccessive che potrebbero indurre stress o ansia (cortisolo). Rassicura il sistema nervoso, sorprende per emozionare. Basse frequenze “sentite” fisicamente nel petto o nell’addome aiutano a radicare l’esperienza nel corpo (vibrazione somatica). Il ritmo primordiale riattiva la forza vitale e la volontà (resilienza); l’armonia fluida riduce i livelli di cortisolo e l’infiammazione da stress; la melodia evocativa stimola il rilascio di dopamina e ossitocina; il silenzio strategico delle pause permette all’insight di sedimentarsi nella coscienza.

Il profumo curativo, non è un semplice accessorio, ma la chiave d’accesso più rapida all’inconscio, mira al risveglio dell’anima e al benessere psicofisico. A differenza della vista e dell’udito, l’olfatto è l’unico senso che non viene filtrato dal talamo: arriva direttamente al sistema limbico, la sede delle emozioni e della memoria analogica. Per promuovere la “cura” la fragranza deve possedere purezza e autenticità: basarsi su oli essenziali naturali e non su molecole di sintesi piatte. Gli oli essenziali estratti da piante vive conservano una complessità molecolare che interagisce chimicamente con l’organismo. L’anima riconosce il vero: un profumo naturale evoca la connessione con la terra, un pilastro fondamentale del benessere psicofisico. Un profumo curativo deve agire come un attivatore di memorie positive o ancestrali, deve evocare un viaggio nel tempo. Le “note di radici” (vetiver, patchouli) forniscono “grounding” (radicamento), aiutando il fruitore a sentirsi solido e sicuro, contrastando la frammentazione psichica. Accenni di vaniglia, agrumi o resine dolci, le “note d’infanzia”, risvegliano il bambino interiore, promuovendo un senso di protezione e nutrimento emotivo. Il profumo deve avere una piramide olfattiva dinamica: “note di testa”(incensate o agrumate) per “pulire” la mente dai pensieri quotidiani e aprire lo spazio all’insight; “note di cuore” (floreali o speziate) per toccare la sfera affettiva e l’apertura; “note di fondo (legnose) per dare profondità e persistenza all’esperienza, permettendo al benessere di durare nel tempo. La fragranza deve essere neurostimolante, agendo come un ancoraggio neurologico, provocando il sollievo dallo stress (note come il bergamotto o il legno di sandalo riducono i livelli di cortisolo),  il risveglio dell’anima (l’incenso o la mirra sono legati alla spiritualità, approfondiscono il respiro, predispongono alla meditazione e alla riflessione profonda), l’energia vitale (il pepe nero o lo zenzero stimolano la determinazione e la forza d’animo).

Associare una fragranza specifica a un’immagine e a una musica permette al fruitore di fissare l’insight ricevuto. In futuro, risentire quel profumo riattiverà immediatamente lo stato di benessere vissuto durante la mostra. L’insight olfattivo è l’alchimia che trasforma l’aria in emozione pura.

Requisiti e Modalità di Partecipazione: la partecipazione è aperta agli artisti di Digital Art che desiderano confrontarsi con il tema della Cura” attraverso il linguaggio dell’Arte.

Tipologia di opere: Digital Art
Caratteristiche: Video o NFT con musica, colore, durata variabile
Materiale richiesto: Video o NFT in alta risoluzione con didascalia
Candidature: by email – rebecca.russo@fasv.it
Deadline: 30.06.2026

Tutte le opere candidate saranno sottoposte alla valutazione di una Giuria multidisciplinare. L’opera vincitrice sarà protagonista della mostra FLAMENCO.

Vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina instagram.

Il team di Videoinsight Foundation – ets

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Palazzo Rota, Venezia

L’Arte che cura incontra il cuore di Venezia

Siamo lieti di annunciare una nuova, straordinaria sinergia tra Videoinsight Foundation – ets e Pacini Group

Dall’incontro tra la mission della Fondazione e l’eccellenza dell’ospitalità, nasce un’iniziativa senza precedenti: una Mostra permanente di Videoarte all’interno dei magnifici spazi di Palazzo Rota, Venezia.

A pochi metri dalla maestosità di Piazza San Marco, ha aperto al pubblico Palazzo Rota – Luxury Apartments, un’antica dimora del Trecento riportata all’antico splendore grazie all’intervento di restauro curato da Pacini Group. L’edificio storico, tutelato dalla Soprintendenza, è oggi sede di esclusive residenze, destinate a viaggiatori in cerca di un’esperienza intima e sofisticata.
Palazzo Rota unisce il fascino della storia al comfort contemporaneo. L’elegante dimora veneziana è una fusione armoniosa di storia, estetica e appartenenza. Il progetto di recupero, firmato dallo Studio Marco Piva di Milano, ha saputo onorare la storia del palazzo: originariamente opificio tessile, poi vetreria, museo e infine residenza nobiliare. Ogni trasformazione ha lasciato la sua traccia, rendendo l’edificio un prezioso testimone del retaggio veneziano.

Un dialogo tra storia e contemporaneità

Incastonata nell’architettura senza tempo di uno dei palazzi più affascinanti della laguna, la Collezione Videoinsight® trova una nuova dimora. Gli appartamenti di Palazzo Rota non sono  solo luoghi di soggiorno, ma spazi di trasformazione interiore dove le opere di Videoarte diventano protagoniste.

L’esperienza immersiva

Le opere d’Arte offrono un percorso sensoriale unico nel suo genere. 

Grazie alla collaborazione con Pacini Group, l’arte esce dalle cornici tradizionali per diventare parte integrante dell’abitare:

  • potere evocativo: ogni video è scelto per la sua capacità di attivare risorse psicologiche e stimolare il benessere psicofisico;
  • immersione totale: l’armonia tra gli arredi di pregio e le proiezioni artistiche crea un’atmosfera di profonda risonanza emotiva;
  • il Metodo Videoinsight®: gli ospiti e i visitatori possono sperimentare il valore benefico dell’immagine, in un contesto che esalta la bellezza e il silenzio.

Palazzo Rota: una cornice d’eccezione

Venezia, città d’arte per antonomasia, accoglie le installazioni permanenti confermandosi centro nevralgico della sperimentazione contemporanea. 

La presenza di Videoinsight Foundation – ets a Palazzo Rota segna una tappa fondamentale per la divulgazione dell’Arte come strumento di salute e consapevolezza.

Vi invitiamo a scoprire questo nuovo capitolo di bellezza e di cura nel cuore pulsante di Venezia.

Si ringraziano:

Emidio Pacini – Founder & CEO Pacini Group 

Monica Bassetto, General Manager The Venice Times Hotel

Rebecca Russo, Founder & President Videoinsight Foundation – ets  

Opere d’Arte:

Beatriz Millar, Lux Mater, 2011, Videoinsight® Collection

Hans Op De Beeck, Parade, 2012, Videoinsight® Collection

Alejandro Pereda, A glass of fruit, 2016, Videoinsight® Collection

Marinella  Senatore, Speak Easy, Director’s Cut, 2009, Videoinsight® Collection

Fabrizio Passarella, Il Giardino Rabescato, 2003-2016, Videoinsight® Collection 

Fabrizio Passarella, Sogni, 2022-2025, Videoinsight® Collection 

Calle dei Fabbri 834 – 30124 Venezia 

Flashback Habitat

Butterfly – Quaderno

Butterfly

Flashback Habitat. Ecosistema per le culture contemporanee

in collaborazione con Videoinsight Foundation – ets

Butterfly by Rebecca Russo

Rassegna di VideoArte tratta dalla Collezione Videoinsight®

25.09.2024 – 30.03.2026

25.09.2025 | Talk by Tita Giunta

La farfalla è uno dei simboli più potenti e universali di trasformazione, rinascita e bellezza interiore. Il suo ciclo di vita – dall’uovo alla larva, poi alla crisalide e infine alla creatura alata – rappresenta un processo profondo di cambiamento e crescita. Rappresenta simbolicamente l’anima, il passaggio tra mondi, tra vita e morte, tra buio e luce. È associata alla libertà, alla leggerezza dell’essere, ma anche alla fragilità e all’impermanenza, poiché la sua esistenza è breve ma intensa, come certi momenti preziosi della vita. La farfalla invita a lasciare andare il passato, ad accettare il cambiamento e ad avere il coraggio di evolvere. Ricorda che anche ciò che appare immobile o oscuro (come la crisalide) può contenere il seme di qualcosa di meraviglioso. Le ferite umane, per quanto dolorose, possono diventare ali per spiccare voli di emancipazione, di consapevolezza, varchi attraverso cui entra la luce. Ogni dolore vissuto, ogni caduta, ogni perdita lascia un segno, che non è soltanto sofferenza: è anche memoria, esperienza, verità. I limiti, le perdite, causano crepe, nelle quali si nasconde, si rivela la possibilità di trasformazione. Le fragilità provocano autenticità, forza e luminosità. Il fallimento attraversato con consapevolezza, può diventare compassione, profondità, arte. Le cicatrici raccontano una storia: non sono un difetto, ma una forma di bellezza, più vera. Le vulnerabilità possono trasformarsi in risorse: diventando sensibilità, capacità di comprendere gli altri, desiderio di autenticitàLa farfalla è poesia in movimento, messaggera silenziosa di speranza, trasformazione e nuova vita.

Opere:

Janet Biggs, Can’t find my way home, 2015, 09 min. 45 sec.

Maurizio Camerani, Sub, 1994, 06 min. 06 sec.

Emilia Faro, The Prince’s metamorphosis, 2010, 03 min. 29 sec.

Michael Fliri, Getting too old to die young 2008, 00 min. 47 sec.

Kate Gilmore, My love is an anchor, 2004, 07 min. 06 sec.

Goldiechiari, 1969, 2010, 04 min. 23 sec.

Vlatka Horvat, Restless, 2010, 08 min.18 sec.

Polina Kanis, Eggs, 2010, 17 min.28 sec.

Ali Kazma, Dance Company, 2009, 10 min. 17 sec.

Edson Luli, What is man, 2014, 06 min. 55 sec. 

Marcos Lutyens, The subjective self: twinnapse, 2013, 01 min. 40 sec.

Ursula Mayer, The crystal gaze, 2007, 14 min. 39 sec. 

Marcello Maloberti, Blitz, 2012, 07 min. 58 sec. 

Masbedo, Glimà, 2008, 18 min. 26 sec.

Hans Op De Beeck, Parade, 2012, 11 min. 17 sec.

Fabrizio Passarella, Il Giardino Rabescato, 2003 – 2016, 15 min. 48 sec.

Fabrizio Passarella, Dreams, 2022 – 2025, 17 min. 30 sec.

Cheryl Pope, Stacks, 2010, 10 min. 05 sec.

Sissi, Daniele ha perso il treno, 1999, 01 min. 30 sec.

Michele Tombolini, Indelible marks, 2016, 17 min. 13 sec. 

Ulla Von Brandenburg, Singspiel, 2009, 06 min. 39 sec.

Videoinsight Foundation – ets

La Fondazione Arte Scienza Videoinsight® creata nel 2013 dalla Fondatrice Presidente Rebecca Luciana Russo, nel 2025 si è trasformata con il nome Videoinsight FoundationETS, iscrivendosi al Terzo Settore – RUNTS con l’Atto DD 768/A2202B/2025 del 09/06/2025 – rep. n. 154516; CF 91356330372, nella sezione A22000 – WELFARE / A2202B “ Altri Enti del Terzo Settore” del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, ai sensi dell’articolo 22 del D.Lgs. 3.7.2017 n. 117 e dell’articolo 16 del Decreto Ministeriale n. 106 del 15.9.2020. La nuova sede è collocata in via F. Bonsignore 7, 10131, Torino.

 

Premio Collective Castello di Rivoli 2025

Premio Collective Castello di Rivoli 2025

Siamo felici di annunciare che Adji Dieye (Milano, 1991) è la vincitrice della seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Grazie all’acquisto effettuato dai Soci di Collective, l’opera Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, entra a far parte della Collezione permanente del Museo, in qualità di donazione.

Adji Dieye è stata selezionata da una commissione composta dal Direttore del Castello Francesco Manacorda, dalla Vice Direttrice e Capo Curatrice Marcella Beccaria e dalla Curatrice Marianna Vecellio, a partire da un’ampia rosa di lavori realizzati da artiste/i italiane/i e internazionali proposti dai Soci di Collective. Andro Eradze (Georgia, 1993) e Agnes Questionmark (Roma, 1995) sono gli altri due finalisti e finaliste della seconda edizione del Premio.

La pratica di Adji Dieye si sviluppa nell’intersezione tra immagine, spazi urbani e memoria culturale. Attraverso l’uso di materiali d’archivio, o relativi alla pubblicità e all’architettura, l’artista indaga come si formano e trasformano le epistemologie nazionali, interrogando le strutture visive e ideologiche che modellano l’identità collettiva ed il senso di appartenenza ed essa.

L’opera vincitrice, Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, è composta da una struttura in ferro su cui è montato un lungo foglio di seta stampato con frammenti di immagini provenienti dall’Archivio Iconografico Nazionale del Senegal e dall’archivio personale dell’artista. L’opera riflette sui gesti che hanno attraversato e sovvertito gli spazi istituzionali coloniali, attraverso un’alternanza visiva di dettagli corporei e architettonici. In questo lavoro, Dieye invita a interrogarsi sul concetto di archivio come luogo di autorità simbolica, selezione e rimozione, più che di pura conservazione. 

“Il premio ad Adji Dieye” dichiarano Marcella Beccaria e Marianna Vecellio “riconosce la capacità di questa giovane artista di guardare con occhio critico ai modi in cui l’eredità del passato e la costruzione della memoria influenzano la comprensione del complesso presente nel quale viviamo”.

L’
opera sarà visibile al pubblico dal 25 settembre 2025 al Castello di Rivoli, in concomitanza con Inserzioni, un nuovo programma a cura di Francesco Manacorda incentrato su nuove commissioni per il Museo.

Adji Dieye (Milano, 1991) è la vincitrice della seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Grazie all’acquisto effettuato dai Soci di Collective, l’opera Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, entra a far parte della Collezione permanente del Museo

ADJI DIEYE vince la seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ed entra nelle Collezioni del Museo

Adji Dieye vince Collective per il Castello di Rivoli 

Rivoli, Adji Dieye vince la seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective