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Sebastiano Sofia

@videoinsightfoundation – ETS acquisisce l’opera “Self-portrait with stoma”, olio su tela, 100 x 60 cm, 2026 dell’Artista @sebastiano_sofia Ha fatto parte della Mostra collettiva “Caregiver”, curata da @rebeccarusso.videoinsight promossa da @videoinsightfoundation nei @magazziniartecontemporanea di Trapani nel periodo 29.07.2026 – 29.08.2026.

“Questo autoritratto nasce dall’esperienza della stomia, un evento che ha trasformato radicalmente il mio rapporto con il corpo. Per mesi, prendersi cura di me ha significato compiere ogni giorno gesti semplici, ma essenziali: pulire, medicare, osservare, accettare. Un rituale fatto di fragilità, pazienza e ascolto. La #cura , però, non è stata solo un atto fisico. È stata anche un esercizio mentale ed emotivo: imparare ad abitare un corpo cambiato, affrontare la paura, la vergogna e l’incertezza. In questo percorso non sono stato solo. La presenza delle persone che mi sono state accanto – medici, infermieri, familiari e amici – mi ha ricordato che #prendersicura è sempre una relazione, un gesto condiviso. Questo dipinto nasce da quell’esperienza: non racconta soltanto una ferita, ma la possibilità di ritrovare una forma di tenerezza verso il proprio corpo, anche quando sembra diventato estraneo.” Sebastiano Sofia

“L’opera di Sebastiano Sofia si distingue per una pittura fluida, organica ed evocativa, in cui la figura umana sfuma in forme metamorfiche. La stesura del colore è liquida e stratificata. I contorni dei corpi non sono mai netti o perimetrati con rigore, ma appaiono morbidi, quasi gelatinosi o membranosi, riflettendo la fluidità dell’interno dell’organismo e la mutevolezza della carne. La tavolozza cromatica di Sofia impiega toni organici e carnici: sfumature di rosa, rossi viscerali, toni albocilestri e campiture d’ombra calde o terrose. Il colore non è descrittivo in senso realistico, ma emotivo e sensorialmente percettivo. L’atmosfera è sospesa nel tempo, tra il sogno e la dimensione clinica, anatomica. La figura sembra emergere o sprofondare nello sfondo, creando un senso di privacy violata, ma accolta, dove la delicatezza del tratto mitiga l’impatto della condizione medica esposta. La ricerca pittorica trasforma la fragilità biologica e il segno della malattia in un atto di pura poesia visiva. L’opera risponde all’obiettivo primario di Videoinsight®: utilizzare la pittura come strumento psicoterapeutico ed emersione di intuizioni interiori profonde.

In “Selfportrait with stoma”, autoritratto intimo e viscerale, l’Artista affronta la complessità del corpo vulnerabile, della #cura e della riappropriazione dell’identità corporea. Mette a nudo la propria condizione fisica e psicologica legata alla presenza della stoma, una modifica anatomica permanente o temporanea che trasforma radicalmente il rapporto con la percezione del proprio corpo. Nel contesto della mostra Caregiver – creata per indagare i concetti di cura, dipendenza, empatia e assistenza fisica ed emotiva – il dipinto si pone come ponte tra due dimensioni: il corpo come territorio di cura – la stoma cessa di essere un mero dettaglio clinico e diventa il fulcro concettuale dell’opera, simbolo della vulnerabilità umana e della necessità di accettazione;  l’atto di autocura (self-caregiving) – prima ancora di ricevere cure dall’esterno, la figura è immortalata nell’atto di gestire, guardare e abitare la propria condizione.” Rebecca Russo

Selena Leardini

Videoinsight® Collection acquisisce l’opera ‘Nero’, olio su tela, 60 x 70 cm, 2026 dell’Artista @selenaleardini Ha fatto parte della Mostra “Caregiver” curata da @rebeccarusso.videoinsight promossa da @videoinsightfoundation nei @magazziniartecontemporanea di Trapani nel periodo 29.07.2026 – 29.08.2026.

“Quest’opera si presenta come una riflessione intima e profonda sul tema della #cura Non racconta un’azione esplicita, ma ne evoca l’essenza attraverso il simbolo centrale: la cuffia intrecciata. 
La lana lavorata a mano diventa metafora del gesto lento, ripetuto e paziente del prendersi cura. 
Ogni filo che si incrocia richiama il tempo dedicato all’altro, la continuità silenziosa di un impegno che spesso resta invisibile. È un fare quotidiano che non cerca spettacolarità, ma costruisce protezione, calore e presenza. La cura qui non è solo fisica, ma anche mentale ed emotiva. Così come la cuffia avvolge e protegge, allo stesso modo il #caregiver si prende carico non solo del corpo, ma anche della fragilità interiore, propria e altrui. L’intreccio diventa allora relazione: un legame che sostiene, che contiene, che ci tiene assieme. Il contrasto con lo sfondo nero amplifica questo significato. Il buio può essere letto come lo spazio della solitudine, della fatica, del non riconoscimento. È il contesto in cui spesso si muove chi si prende cura: un luogo spesso privato, dove il valore del gesto non è sempre visto. Eppure, proprio in questo nero, i colori emergono con forza. Sono segni di vita, di umanità che persistono nonostante tutto. L’opera costruisce così un discorso sulla cura come atto lento e continuo, capace di
generare senso anche nel vuoto, e invita a soffermarsi su ciò che, pur restando spesso nascosto, tiene insieme.” Selena Leardini

“In ‘Nero’ Selena Leardini riesce a dare forma visibile all’invisibile, a illuminare le zone d’ombra della psiche, a convertire la fragilità in una preziosa opportunità di #cura e consapevolezza . L’opera affronta il dolore e la vulnerabilità umana; trasforma l’oscurità in uno spazio di ascolto, accoglienza e rielaborazione emotiva. L’impatto psicodinamico, evocativo e concettuale del dipinto stimola una forte risonanza emotiva. Attraverso il linguaggio figurativo, delicato e al contempo incisivo, ‘Nero’ attiva meccanismi di immedesimazione e introspezione, primari per l’attivazione dell’esperienza Videoinsight® (insight psicologico). L’ingresso dell’opera ‘Nero’ nella Videoinsight® Collection risponde a una precisa linea di ricerca curatoriale e scientifica basata sul Metodo Videoinsight® che riconosce nell’opera d’Arte una valenza terapeutica, una risorsa trasformativa e un potente stimolo di crescita interiore.” Rebecca Russo 

Savina Capecci

@videoinsightfoundation acquisisce per Videoinsight® Collection l’opera ‘NeuroFlora’, olio su tela, 30 x 20 cm, 2026 dell’artista Savina Capecci. Il dipinto ha fatto parte della Mostra collettiva “Caregiver”, curata da @rebeccarusso.videoinsight , promossa da @videoinsightfoundation nei @magazziniartecontemporaneadi Trapani nel periodo 29.07.2026 – 29.08.2026. 

“In ‘NeuroFlora’ il volto dai toni freddi emerge come uno spazio di accoglienza mentre il fiore giallo, che si fa spazio tra l’orecchio e la bocca della figura, diventa metafora visiva di una metamorfosi interiore: l’atto dell’ascolto non è mai passivo, ma trasformativo. Per il Caregiver l’ascolto è un processo in cui le parole, i silenzi e le sofferenze dell’altro entrano nel proprio sistema sensoriale, vengono elaborate e fioriscono in una forma nuova – una comprensione che si fa cura, gentilezza e vicinanza. Il fiore funge da ponte biologico e poetico, rappresentando come il vissuto del destinatario di #cura venga metabolizzato dal #caregiver , passando dall’orecchio (l’accoglienza del suono e della storia) alla bocca (la parola che conforta, che traduce il dolore, che restituisce dignità all’esperienza altrui). ‘NeuroFlora’ ci ricorda che prendersi cura di qualcuno richiede una trasformazione profonda di sé: la capacità di assorbire l’essenza dell’altro per permetterle di sbocciare, ancora una volta, sotto forma di empatia condivisa. @savinacapecci

“L’acquisizione dell’opera ‘NeuroFlora’ celebra una ricerca artistica capace di porsi al confine tra arte, neuroscienze e percezione profonda. Il dipinto si configura come un vero e proprio dispositivo simbolico e cognitivo, in perfetta sintonia con la mission di Videoinsight Foundation: promuovere opere che inneschino processi di riflessione, consapevolezza e risonanza interiore (#videoinsight). 

‘NeuroFlora’ non si limita a farsi guardare; richiede di essere esperita attraverso un’architettura visiva che intreccia e amplifica molteplici canali sensoriali.

La Visione. L’Occhio. Lo Sguardo – Il dipinto accoglie la presenza dell’occhio come centro focale primario. Non è solo l’organo della vista, ma il simbolo della consapevolezza, della percezione attiva e dell’introspezione. È lo sguardo che osserva l’osservatore, ribaltando il ruolo della fruizione e trasformando la visione in un atto di pura presenza.

L’Ascolto. L’Udito – Accanto alla dimensione visiva sboccia un fiore giallo aperto. Il giallo, colore solare e vibrante, associato all’apertura della corolla, si fa metafora dell’ascolto e della recettività acustica. Il fiore agisce come una cassa di risonanza o un padiglione auricolare della natura, pronto a raccogliere le vibrazioni esterne e a tradurle in sintonia emotiva.

Il Tatto. Il Contatto. La Relazione – La figura della mano completa il sistema #plurisensorialeportando al centro il tema del tatto e del contatto. La mano è l’organo della cura, della connessione fisica con il mondo, del gesto che plasma ed esplora. È il punto di incontro tra il dentro e il fuori, tra la materia e il sentire.

La straordinaria forza di ‘NeuroFlora’ risiede nell’unione di questi elementi in un’unica trama concettuale: #visione , #udito e #tatto non operano in modo isolato, ma si integrano evocando una dimensione sinestesica. L’opera suggerisce che la percezione umana non sia una somma di sensi separati, ma una fitta rete neurale e simbolica in cui vedere è anche ascoltare, e toccare è un altro modo di guardare.”

Rebecca Russo

Sebastiano Sofia

@videoinsightfoundation acquisisce per Videoinsight® Collection l’opera “Self-portrait with stoma”, olio su tela, 100 x 60 cm, 2026 dell’Artista @sebastiano_sofia Il lavoro ha fatto parte della Mostra collettiva “Caregiver”, curata da @rebeccarusso.videoinsight promossa da @videoinsightfoundation nei @magazziniartecontemporanea di Trapani nel periodo 29.07.2026 – 29.08.2026.

“Questo autoritratto nasce dall’esperienza della stomia, un evento che ha trasformato radicalmente il mio rapporto con il corpo. Per mesi, prendersi cura di me ha significato compiere ogni giorno gesti semplici, ma essenziali: pulire, medicare, osservare, accettare. Un rituale fatto di fragilità, pazienza e ascolto. La #cura , però, non è stata solo un atto fisico. È stata anche un esercizio mentale ed emotivo: imparare ad abitare un corpo cambiato, affrontare la paura, la vergogna e l’incertezza.  In questo percorso non sono stato solo. La presenza delle persone che mi sono state accanto – medici, infermieri, familiari e amici – mi ha ricordato che #prendersicura è sempre una relazione, un gesto condiviso. Questo dipinto nasce da quell’esperienza: non racconta soltanto una ferita, ma la possibilità di ritrovare una forma di tenerezza verso il proprio corpo, anche quando sembra diventato estraneo.” Sebastiano Sofia

“L’opera di Sebastiano Sofia si distingue per una pittura fluida, organica ed evocativa, in cui la figura umana sfuma in forme metamorfiche. La stesura del colore è liquida e stratificata. I contorni dei corpi non sono mai netti o perimetrati con rigore, ma appaiono morbidi, quasi gelatinosi o membranosi, riflettendo la fluidità dell’interno dell’organismo e la mutevolezza della carne. In “Selfportrait with stoma”, autoritratto intimo e viscerale, l’Artista affronta la complessità del corpo vulnerabile, della #cura e della riappropriazione dell’identità corporea. Mette a nudo la propria condizione fisica e psicologica legata alla presenza della stoma, una modifica anatomica permanente o temporanea che trasforma radicalmente il rapporto con la percezione del proprio corpo. La tavolozza cromatica di Sofia impiega toni organici e carnici: sfumature di rosa, rossi viscerali, toni albocilestri e campiture d’ombra calde o terrose. Il colore non è descrittivo in senso realistico, ma emotivo e sensorialmente percettivo. L’atmosfera è sospesa nel tempo, tra il sogno e la dimensione clinica, anatomica. La figura sembra emergere o sprofondare nello sfondo, creando un senso di privacy violata, ma accolta, dove la delicatezza del tratto mitiga l’impatto della condizione medica esposta. La ricerca pittorica trasforma la fragilità biologica e il segno della malattia in un atto di pura poesia visiva. L’opera risponde all’obiettivo primario di Videoinsight®: utilizzare la pittura come strumento psicoterapeutico ed emersione di intuizioni interiori profonde.

Nel contesto della mostra Caregiver – creata per indagare i concetti di cura, dipendenza, empatia e assistenza fisica ed emotiva – il dipinto si pone come ponte tra due dimensioni: 

– il corpo come territorio di cura: la stoma cessa di essere un mero dettaglio clinico e diventa il fulcro concettuale dell’opera, simbolo della vulnerabilità umana e della necessità di accettazione; 

– l’atto di autocura (self-caregiving): prima ancora di ricevere cure dall’esterno, la figura è immortalata nell’atto di gestire, guardare e abitare la propria condizione.” Rebecca Russo

Milena Sgambato

 @videoinsightfoundation annuncia l’acquisizione per Videoinsight® Collection dell’opera “Ci abbracciammo”, acrilico su tela, 92 x 73 cm, 2024 dell’Artista  @milena.sgambato

Il dipinto è tratto dal percorso espositivo “Caregiver”, curato da @rebeccarusso.videoinsight promosso da @videoinsightfoundation nei @magazziniartecontemporanea di Trapani nel periodo 29.07.2026 – 29.08.2026. È stato incluso nella Collezione Videoinsight® #videoinsightcollection

“In ‘Ci abbracciammo’ l’archetipo della #cura è inteso come profonda sintonizzazione emotiva e
riconoscimento dell’altro. Le due figure con gli occhi chiusi vivono un viaggio condiviso.
Incarnano l’unione degli opposti, una vera coniunctio oppositorum in cui due anime si integrano in un abbraccio psicologico. I dettagli vividi, come le unghie dipinte e il cuscino rosa, sono simboli forti della Persona, dell’identità sociale e quotidiana che mantiene la sua totale dignità. La coperta terrosa avvolge i corpi come un temenos, uno spazio sacro e protetto che difende la relazione dalle ansie del mondo esterno. Sullo sfondo, le pennellate fluide evocano il peso emotivo e le fatiche quotidiane che ogni #caregiver affronta per proteggere questo legame. La pittura agisce come una funzione trascendente, capace di trasformare la vulnerabilità in una forza rigenerativa per l’anima.” Milena Sgambato

“Nel dipinto ‘Ci abbracciammo’, 2024, l’Artista @milena.sgambato traduce in materia pittorica uno dei gesti umani più universali e viscerali: l’atto di stringersi e sostenersi a vicenda. L’immagine favorisce l’introspezione, l’interiorizzazione psicologica, l’insight (#videoinsight).Rilassa la mente, abbassa le difesele, supera le censure, rompe gli schemi rigidi, spinge in uno stato meditativo, provoca risonanza emotiva. L’uso fluido ed energetico dell’acrilico, la rapidità della sua asciugatura, il gesto pittorico istintivo e dinamico, rappresentano fortemente la vita: incontrollabile, indefinibile, mossa, imperfetta, talvolta sfocata. La composizione stratificata e sovrapposta, le campiture di colore velate e materiche, esprimono figure umane non iper-realistiche, che facilitano la proiezione, il rispecchiamento, la regressione, l’immedesimazione. Le due donne in relazione sembrano affiorare da uno sfondo che è esso stesso uno stato d’animo; tendono a dissolversi o a fondersi con lo spazio circostante, enfatizzando l’interconnessione tra i corpi e l’ambiente fisico ed emotivo.

Il titolo dell’opera, coniugato al passato remoto (“Ci abbracciammo”), evoca il ricordo di una vicinanza, di un’intimità, che si fa memoria indelebile. Il gesto dell’#abbraccio supera la semplice manifestazione d’affetto per diventare un vero e proprio archetipo di supporto reciproco. Due figure si avvolgono in uno stringersi saldo, in cui i confini tra chi dona sostegno e chi lo riceve diventano volutamente indistinti. 
La scena trasmette sensazioni corporee, tattili. È una rappresentazione visiva dell’#empatia , dove la vicinanza fisica facilita lo scarico delle tensioni e la condivisione del peso emotivo. Attraverso una tavolozza di colori sfumati e vibranti, la pittura non descrive soltanto un istante, ma la sensazione di protezione e sollievo che quell’istante genera.

L’opera, parabola visiva sul bisogno primario di cura, ricorda che il #caregiving non è un atto unilaterale o di annullamento personale, ma una relazione reciproca”. Rebecca Russo

ECONIQUE. ART

Arte & Salute: l’opera come strumento neurofisiologico e terapeutico per la rigenerazione psicofisica

Dalla cura della persona alla trasformazione dell’impresa: Rebecca Russo racconta come l’arte contemporanea possa diventare una risorsa strategica per organizzazioni, comunità e territori

di Enrico Dedin

08.09.2026

REWRITERS – CAREGIVER

REWRITERS – CAREGIVER

Caregiver a Trapani racconta chi cura: un ruolo tra i più nobili, complessi e spesso invisibili della nostra società

Fino al 29 Agosto 2026 i Magazzini dell’Arte Contemporanea di Trapani ospiteranno la collettiva dal titolo “Caregiver. La cura come urgenza, dedizione e visione nell’arte contemporanea”.

di Elena Alfonsi  – 9 Agosto 2026 

Selena Leardini, Nero, 2026