Arte

CAREGIVER

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce all’arte un ruolo chiave nella prevenzione della salute, nel supporto psicologico per la gestione delle malattie croniche, nel miglioramento della qualità della vita.

Videoinsight® Foundation – ETS, in linea con la mission di promozione della cura del benessere psicofisico, è entusiasta di annunciare il lancio della nuova iniziativa dedicata all’integrazione di arte e salute: “CAREGIVER” – Open Call for Artists 2026

Prendersi cura

L’arte connette il mondo interno e la realtà esterna, agendo come potente strumento terapeutico per la “cura dell’anima”. Svolge un ruolo attivo nella prevenzione della salute. Attiva processi cognitivi, emotivi e sociali in grado di ridurre l’ansia, l’isolamento, la depressione. Rinforza l’autostima, innalza il tono dell’umore, riduce la vulnerabilità, favorisce il benessere mentale e fisico.  

Attraverso l’Open Call si invitano gli artisti a esplorare il concetto di “cura”, non solo come gesto assistenziale, ma come attitudine umana, sociale e terapeutica. 

L’arte stessa si fa “Caregiver “: accoglie, trasforma e rigenera. 

“Prendersi cura” è un’espressione che racchiude un significato più profondo del semplice “assistere” o “curare“. Mentre la “cura” (in inglese “cure”) si riferisce all’aspetto tecnico e medico del guarire una malattia, il “prendersi cura” (in inglese “to care”) riguarda la persona nella sua interezza, presuppone la presenza (l’esserci), l’ascolto, l’empatia, la responsabilità (il farsi carico).

Prendersi cura è un atto di presenza consapevole. Significa riconoscere l’altro non come un “paziente” o un “problema da gestire”, ma come una persona con una storia, dei desideri e una dignità che restano intatti nonostante la malattia.

Prendersi cura significa “guardare negli occhi”, intercettare i bisogni inespressi: la paura dietro un silenzio, il desiderio di normalità dietro una lamentela. È la capacità di sintonizzarsi sullo stato d’animo dell’altro senza lasciarsi travolgere, creando uno spazio sicuro in cui la persona curata si senta ancora “vista”.

Prendersi cura significa farsi carico del mondo dell’altro.

Prendersi cura vuol dire fare scelte difficili al posto di chi non può più farle, agendo nel suo migliore interesse. Esistono due modi di prendersi cura: sostituirsi all’altro (“fare per”), nel senso di togliergli ogni faticosa incombenza, rischiando di annullare l’identità di chi riceve aiuto, oppure affiancare l’altro (“fare con”), cioè aiutare la persona a fare ciò che ancora può, sostenendola dove non arriva. Questo è il vero cuore dell’assistenza: restituire potere e dignità.

Prendersi cura è l’arte di restare. È la pazienza di abitare il tempo dell’altro, che spesso è più lento del nostro, e di trasformare un momento di fragilità in uno spazio di profonda connessione umana.

Chi è il Caregiver?

Essere un “Caregiver”, “colui o colei che dona la cura“, significa ricoprire uno dei ruoli più nobili, complessi e spesso invisibili della nostra società. Non significa svolgere un compito, ma integrare assistenza, supporto emotivo e dedizione costante verso un’altra persona. 

Il Caregiver è il pilastro silenzioso che permette a migliaia di persone di vivere con dignità nonostante la malattia, la fragilità, la solitudine. Il ruolo richiede pazienza, coraggio e generosità; merita gratitudine, diritti e supporto concreto. La vita del Caregiver, cuore pulsante del welfare fai-da-te, è in equilibrio costante tra amore e sacrificio. I Caregiver, “eroi di famiglia”, sono troppo spesso lasciati soli.

Le Sfide Quotidiane

Il peso che grava sulle spalle di chi assiste non è solo fisico, ma soprattutto psicologico. Le sfide principali includono l’isolamento sociale (il Caregiver rinuncia alla propria vita sociale, ai propri hobby e, talvolta, alla propria carriera per garantire la presenza costante), il carico emotivo (gestire il declino fisico o cognitivo di una persona curata comporta uno stress costante), la fatica fisica (sollevare, medicare, gestire le notti insonni e le emergenze mediche), la burocrazia (orientarsi tra permessi, sussidi e liste d’attesa sanitarie è un ulteriore lavoro).

I Numeri Chiave e l’identikit del Caregiver in Italia

In Italia il numero dei Caregiver è impressionante e riflette quanto il nostro sistema di assistenza sociale poggi quasi interamente sulle spalle delle famiglie. Secondo i dati ISTAT e Censis del 2026 la stima complessiva dei Caregiver famigliari è di 8 milioni di persone: il 15% della popolazione italiana. Oltre il 70% sono donne, definite la “generazione sandwich”, schiacciate tra la cura dei figli e quella dei genitori. La fascia più colpita è quella tra i 45 e i 65 anni, ma circa il 17% ha meno di 35 anni (i cosiddetti “Young Caregivers“). Circa il 30% dei caregiver dedica più di 20 ore a settimana all’assistenza. Circa il 60% ha dovuto modificare o abbandonare la propria attività lavorativa per prestare cura.

Novità Legislative 

Il dibattito pubblico sta finalmente portando alla luce la necessità di tutele legali e previdenziali per i Caregiver. Riconoscere il loro valore significa garantire supporto psicologico, tutele giuridiche ed economiche. Nel Gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo disegno di legge volto a dare finalmente dignità giuridica a queste persone. L’obiettivo è trasformare il Caregiver da “volontario per necessità” a soggetto riconosciuto dallo Stato, con l’introduzione di tutele previdenziali e assicurative, bonus e incentivi per conciliare vita e lavoro. In Italia, il valore economico del lavoro svolto gratuitamente dai Caregiver è stato stimato in decine di miliardi di euro ogni anno; senza di loro, il Sistema Sanitario Nazionale rischierebbe il collasso immediato. 

Il Rischio del “Burnout”

Per prendersi cura di qualcun altro, bisogna prima essere in grado di stare bene. Molti Caregiver cadono nella trappola del trascurare sè stessi, dell’annullarsi per occuparsi dell’altro, andando incontro ad uno scompenso psicofisico. La “sindrome del burnout” si manifesta con sensazione di iper-responsabilità, tristezza, impotenza, rabbia e sensi di colpa. I sintomi del burnout sono affaticamento, difficoltà di concentrazione, ansia e preoccupazione, disturbi psicosomatici, indebolimento delle difese immunitarie, ridotta cura del proprio stato di salute, isolamento sociale, depressione.

La “Malattia del Caregiver”

Non si può avere cura degli altri se non si impara ad avere cura di sé. Il Caregiver che si annulla non sta più “curando”, si sta consumando. Il paradosso del Caregiver è che, nel tentativo di proteggere la salute di un altro, finisce per consumare la propria. Esiste una letteratura medica specifica su questo fenomeno definito “Malattia del Caregiver” o “Caregiver Burden” (il carico del prestatore di cure). Il corpo e la mente di chi assiste sono sottoposti a uno stress cronico che altera i normali processi biologici. Le cause principali sono: l’iper- cortisolemia (lo stress costante mantiene alti i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che a lungo andare indebolisce il sistema immunitario); la deprivazione del sonno (le interruzioni notturne frequenti impediscono il recupero psicofisico); la trascuratezza di sè (il Caregiver tende a evitare le proprie visite mediche, a mangiare in modo sregolato). Le malattie che colpiscono chi assiste sono disturbi psicosomatici, depressione e ansia (colpiscono tra il 40% e il 70% dei Caregiver), la sindrome di burnout (un esaurimento emotivo che porta a distacco, irritabilità e senso di fallimento); l’insonnia cronica (la difficoltà a prendere sonno anche quando l’assistito riposa, a causa dell’iper- vigilanza). I Caregiver sviluppano patologie fisiche, come disturbi muscolo-scheletrici (mal di schiena cronico, ernie e dolori articolari dovuti al sollevamento e allo spostamento dell’assistito); malattie cardiovascolari (l’ipertensione è molto comune a causa della tensione emotiva perenne); l’indebolimento immunitario (i Caregiver impiegano più tempo a guarire da influenze o ferite). È fondamentale riconoscere i “segnali di allarme”, prima che diventino patologie croniche: la stanchezza, la perdita di interesse per le attività quotidiane, la rabbia sproporzionata seguita da forti sensi di colpa, la difficoltà di concentrazione, i vuoti di memoria.

Cosa si può fare per supportare i Caregiver? 

Per supportare i Caregiver è consigliabile pianificare il sollievo (delegare l’assistenza anche solo per poche ore a settimana a professionisti o altri familiari), partecipare a gruppi di auto-mutuo aiuto (confrontarsi con chi vive la stessa situazione riduce drasticamente il senso di isolamento), l’esperienza dell’arte, della cultura: efficace per il rilassamento e la rigenerazione mentale.

CAREGIVER. Open Call for Artists

Requisiti e Modalità di Partecipazione

La partecipazione è aperta a tutti gli artisti che desiderano confrontarsi con il tema della “Cura” attraverso il linguaggio dell’Arte. Gli Artisti sono invitati a candidare originali opere sul tema CAREGIVER.

  • Tipologia di opere: Opere pittoriche.
  • Dimensioni massime: 100 cm x 100 cm
  • Materiale richiesto: Immagine dell’opera in alta risoluzione con didascalia completa (titolo, tecnica, anno, dimensioni).
  • Invio candidature: Le proposte devono essere inviate via email all’indirizzo: rebecca.russo@fasv.it
  • Scadenza: 30.06.2026

Selezione e Mostra Collettiva

Tutte le opere candidate saranno sottoposte alla valutazione di una Giuria multidisciplinare. Le opere selezionate saranno esposte nella mostra “CAREGIVER“, un evento che metterà in luce il talento dei partecipanti e la capacità dell’arte di farsi veicolo di benessere psicofisico e sociale. Il tempo e il luogo della mostra saranno comunicati dopo la selezione delle opere. 

Monica Candela
Videoinsight® Foundation – ETS

monica.candela@fasv.it

Amani Bodo

Rebecca Russo, nel contesto di Roma Arte Nuvola , ha acquisito, per la Collezione Videoinsight®, l’opera di Amani Bodo “Mamiwata” 2025, acrylic on canvas, 134 × 124  cm, Galleria Primo Marella, Milano, Lugano

Palazzo Rota, Venezia

L’Arte che cura incontra il cuore di Venezia

Siamo lieti di annunciare una nuova, straordinaria sinergia tra Videoinsight Foundation – ets e Pacini Group

Dall’incontro tra la mission della Fondazione e l’eccellenza dell’ospitalità, nasce un’iniziativa senza precedenti: una Mostra permanente di Videoarte all’interno dei magnifici spazi di Palazzo Rota, Venezia.

A pochi metri dalla maestosità di Piazza San Marco, ha aperto al pubblico Palazzo Rota – Luxury Apartments, un’antica dimora del Trecento riportata all’antico splendore grazie all’intervento di restauro curato da Pacini Group. L’edificio storico, tutelato dalla Soprintendenza, è oggi sede di esclusive residenze, destinate a viaggiatori in cerca di un’esperienza intima e sofisticata.
Palazzo Rota unisce il fascino della storia al comfort contemporaneo. L’elegante dimora veneziana è una fusione armoniosa di storia, estetica e appartenenza. Il progetto di recupero, firmato dallo Studio Marco Piva di Milano, ha saputo onorare la storia del palazzo: originariamente opificio tessile, poi vetreria, museo e infine residenza nobiliare. Ogni trasformazione ha lasciato la sua traccia, rendendo l’edificio un prezioso testimone del retaggio veneziano.

Un dialogo tra storia e contemporaneità

Incastonata nell’architettura senza tempo di uno dei palazzi più affascinanti della laguna, la Collezione Videoinsight® trova una nuova dimora. Gli appartamenti di Palazzo Rota non sono  solo luoghi di soggiorno, ma spazi di trasformazione interiore dove le opere di Videoarte diventano protagoniste.

L’esperienza immersiva

Le opere d’Arte offrono un percorso sensoriale unico nel suo genere. 

Grazie alla collaborazione con Pacini Group, l’arte esce dalle cornici tradizionali per diventare parte integrante dell’abitare:

  • potere evocativo: ogni video è scelto per la sua capacità di attivare risorse psicologiche e stimolare il benessere psicofisico;
  • immersione totale: l’armonia tra gli arredi di pregio e le proiezioni artistiche crea un’atmosfera di profonda risonanza emotiva;
  • il Metodo Videoinsight®: gli ospiti e i visitatori possono sperimentare il valore benefico dell’immagine, in un contesto che esalta la bellezza e il silenzio.

Palazzo Rota: una cornice d’eccezione

Venezia, città d’arte per antonomasia, accoglie le installazioni permanenti confermandosi centro nevralgico della sperimentazione contemporanea. 

La presenza di Videoinsight Foundation – ets a Palazzo Rota segna una tappa fondamentale per la divulgazione dell’Arte come strumento di salute e consapevolezza.

Vi invitiamo a scoprire questo nuovo capitolo di bellezza e di cura nel cuore pulsante di Venezia.

Si ringraziano:

Emidio Pacini – Founder & CEO Pacini Group 

Monica Bassetto, General Manager The Venice Times Hotel

Rebecca Russo, Founder & President Videoinsight Foundation – ets  

Opere d’Arte:

Beatriz Millar, Lux Mater, 2011, Videoinsight® Collection

Hans Op De Beeck, Parade, 2012, Videoinsight® Collection

Alejandro Pereda, A glass of fruit, 2016, Videoinsight® Collection

Marinella  Senatore, Speak Easy, Director’s Cut, 2009, Videoinsight® Collection

Fabrizio Passarella, Il Giardino Rabescato, 2003-2016, Videoinsight® Collection 

Fabrizio Passarella, Sogni, 2022-2025, Videoinsight® Collection 

Calle dei Fabbri 834 – 30124 Venezia 

Flashback Habitat

Butterfly – Quaderno

Butterfly

Flashback Habitat. Ecosistema per le culture contemporanee

in collaborazione con Videoinsight Foundation – ets

Butterfly by Rebecca Russo

Rassegna di VideoArte tratta dalla Collezione Videoinsight®

25.09.2024 – 30.03.2026

25.09.2025 | Talk by Tita Giunta

La farfalla è uno dei simboli più potenti e universali di trasformazione, rinascita e bellezza interiore. Il suo ciclo di vita – dall’uovo alla larva, poi alla crisalide e infine alla creatura alata – rappresenta un processo profondo di cambiamento e crescita. Rappresenta simbolicamente l’anima, il passaggio tra mondi, tra vita e morte, tra buio e luce. È associata alla libertà, alla leggerezza dell’essere, ma anche alla fragilità e all’impermanenza, poiché la sua esistenza è breve ma intensa, come certi momenti preziosi della vita. La farfalla invita a lasciare andare il passato, ad accettare il cambiamento e ad avere il coraggio di evolvere. Ricorda che anche ciò che appare immobile o oscuro (come la crisalide) può contenere il seme di qualcosa di meraviglioso. Le ferite umane, per quanto dolorose, possono diventare ali per spiccare voli di emancipazione, di consapevolezza, varchi attraverso cui entra la luce. Ogni dolore vissuto, ogni caduta, ogni perdita lascia un segno, che non è soltanto sofferenza: è anche memoria, esperienza, verità. I limiti, le perdite, causano crepe, nelle quali si nasconde, si rivela la possibilità di trasformazione. Le fragilità provocano autenticità, forza e luminosità. Il fallimento attraversato con consapevolezza, può diventare compassione, profondità, arte. Le cicatrici raccontano una storia: non sono un difetto, ma una forma di bellezza, più vera. Le vulnerabilità possono trasformarsi in risorse: diventando sensibilità, capacità di comprendere gli altri, desiderio di autenticitàLa farfalla è poesia in movimento, messaggera silenziosa di speranza, trasformazione e nuova vita.

Opere:

Janet Biggs, Can’t find my way home, 2015, 09 min. 45 sec.

Maurizio Camerani, Sub, 1994, 06 min. 06 sec.

Emilia Faro, The Prince’s metamorphosis, 2010, 03 min. 29 sec.

Michael Fliri, Getting too old to die young 2008, 00 min. 47 sec.

Kate Gilmore, My love is an anchor, 2004, 07 min. 06 sec.

Goldiechiari, 1969, 2010, 04 min. 23 sec.

Vlatka Horvat, Restless, 2010, 08 min.18 sec.

Polina Kanis, Eggs, 2010, 17 min.28 sec.

Ali Kazma, Dance Company, 2009, 10 min. 17 sec.

Edson Luli, What is man, 2014, 06 min. 55 sec. 

Marcos Lutyens, The subjective self: twinnapse, 2013, 01 min. 40 sec.

Ursula Mayer, The crystal gaze, 2007, 14 min. 39 sec. 

Marcello Maloberti, Blitz, 2012, 07 min. 58 sec. 

Masbedo, Glimà, 2008, 18 min. 26 sec.

Hans Op De Beeck, Parade, 2012, 11 min. 17 sec.

Fabrizio Passarella, Il Giardino Rabescato, 2003 – 2016, 15 min. 48 sec.

Fabrizio Passarella, Dreams, 2022 – 2025, 17 min. 30 sec.

Cheryl Pope, Stacks, 2010, 10 min. 05 sec.

Sissi, Daniele ha perso il treno, 1999, 01 min. 30 sec.

Michele Tombolini, Indelible marks, 2016, 17 min. 13 sec. 

Ulla Von Brandenburg, Singspiel, 2009, 06 min. 39 sec.

Premio Collective Castello di Rivoli 2025

Premio Collective Castello di Rivoli 2025

Siamo felici di annunciare che Adji Dieye (Milano, 1991) è la vincitrice della seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Grazie all’acquisto effettuato dai Soci di Collective, l’opera Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, entra a far parte della Collezione permanente del Museo, in qualità di donazione.

Adji Dieye è stata selezionata da una commissione composta dal Direttore del Castello Francesco Manacorda, dalla Vice Direttrice e Capo Curatrice Marcella Beccaria e dalla Curatrice Marianna Vecellio, a partire da un’ampia rosa di lavori realizzati da artiste/i italiane/i e internazionali proposti dai Soci di Collective. Andro Eradze (Georgia, 1993) e Agnes Questionmark (Roma, 1995) sono gli altri due finalisti e finaliste della seconda edizione del Premio.

La pratica di Adji Dieye si sviluppa nell’intersezione tra immagine, spazi urbani e memoria culturale. Attraverso l’uso di materiali d’archivio, o relativi alla pubblicità e all’architettura, l’artista indaga come si formano e trasformano le epistemologie nazionali, interrogando le strutture visive e ideologiche che modellano l’identità collettiva ed il senso di appartenenza ed essa.

L’opera vincitrice, Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, è composta da una struttura in ferro su cui è montato un lungo foglio di seta stampato con frammenti di immagini provenienti dall’Archivio Iconografico Nazionale del Senegal e dall’archivio personale dell’artista. L’opera riflette sui gesti che hanno attraversato e sovvertito gli spazi istituzionali coloniali, attraverso un’alternanza visiva di dettagli corporei e architettonici. In questo lavoro, Dieye invita a interrogarsi sul concetto di archivio come luogo di autorità simbolica, selezione e rimozione, più che di pura conservazione. 

“Il premio ad Adji Dieye” dichiarano Marcella Beccaria e Marianna Vecellio “riconosce la capacità di questa giovane artista di guardare con occhio critico ai modi in cui l’eredità del passato e la costruzione della memoria influenzano la comprensione del complesso presente nel quale viviamo”.

L’
opera sarà visibile al pubblico dal 25 settembre 2025 al Castello di Rivoli, in concomitanza con Inserzioni, un nuovo programma a cura di Francesco Manacorda incentrato su nuove commissioni per il Museo.

Adji Dieye (Milano, 1991) è la vincitrice della seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Grazie all’acquisto effettuato dai Soci di Collective, l’opera Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, entra a far parte della Collezione permanente del Museo

ADJI DIEYE vince la seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ed entra nelle Collezioni del Museo

Adji Dieye vince Collective per il Castello di Rivoli 

Rivoli, Adji Dieye vince la seconda edizione del Premio d’arte internazionale Collective


Stati Generali della Salute di Siena 2025

Stati Generali della Salute di Siena 2025

L’arte che cura

Il 22 marzo 2025 Santa Maria della Scala ha ospitato la prima giornata di lavori dell’edizione 2025 della rassegna dedicata alla sanità promossa dal Comune di Siena. La giornata è stata dedicata all’analisi e al racconto di come l’Arte sia e possa essere un valido supporto alle Cure. Attraverso musica, pittura, teatro e altre discipline infatti, offre un canale per esprimere emozioni e vissuti difficili da verbalizzare, aiutando a elaborare traumi o stress. Le danze si sono aperte alle 9.30 con i saluti istituzionali di Nicoletta Fabio, Sindaco del Comune di Siena; Giuseppe Giordano, Assessore alla Sanità del Comune di Siena e Cristiano Leone, Presidente del Complesso museale Santa Maria della Scala. Il dibattito, moderato dalla giornalista de La Nazione Cristina Belvedere, ha proposto interventi con professionisti arrivati da tutta Italia ed Europa: il direttore artistico dei Teatri di Siena Vincenzo Bocciarelli, l’artista Cesare Pietroiusti, Irene Sanesi, co-founder del Cultural Welfare Center di Torino, Enzo Grossi, coordinatore del corso Arte e salute dell’Università della Svizzera Italiana di Lugano, Rebecca Russo, fondatrice e Presidente della Fondazione Videoinsight®, Agnese Pieracci, responsabile dell’azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Cinzia Leone, famosa attrice ed ospite d’eccezione che ha portato sul palco la testimonianza di quanto l’arte possa essere importante per la salute e del suo potere terapeutico. Vincenza Ferrara e Paolo Zamboni hanno tenuto un laboratorio immersivo di approfondimento al Visual Thinking Strategies, un metodo innovativo che utilizza i patrimoni culturali come strumento per l’apprendimento, la promozione e l’inclusione sociale, il miglioramento delle relazioni interpersonali, la mediazione culturale e il benessere.

Stati Generali della Salute 2025  

La città di Siena si conferma punto di riferimento nel dibattito nazionale e internazionale sulla sanità con la seconda edizione degli Stati Generali della Salute, un’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per affrontare le nuove sfide del settore sanitario. Tre giornate di incontri, approfondimenti e attività interattive hanno portato esperti, istituzioni e cittadini a riflettere su temi chiave per il benessere della comunità. La mattina di ogni giornata è stata occupata da convegni e dibattiti, con professionisti di calibro nazionale e internazionale, mentre nel pomeriggio si sono svolte attività e iniziative dedicate. “Con questa seconda edizione degli Stati Generali della Salute, Siena si conferma protagonista del dibattito sulla sanità e il benessere”, ha dichiarato il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio. “Abbiamo scelto tre luoghi simbolici della città per sottolineare il legame tra storia, cultura e salute, con l’obiettivo di costruire insieme il futuro della sanità e dei servizi per i cittadini”. A ribadire l’importanza dell’iniziativa è l’Assessore alla salute del Comune di Siena, Giuseppe Giordano: “Con gli Stati Generali della Salute 2025 vogliamo rinnovare il nostro impegno per la promozione e la tutela della salute, coinvolgendo l’intera comunità. Siena è da sempre un polo di ricerca e innovazione nel campo medico e biomedico, e intendiamo valorizzare questa identità attraverso il confronto e la condivisione di idee”.

22 marzo 2025


Sala Italo Calvino,  Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Siena Può l’Arte essere una forma di Cura? Un viaggio tra scienza e creatività per riscoprire l’Arte come Cura.

Relatori: Vincenzo Bocciarelli – Attore, Produttore,Direttore Artistico dei Teatri di Siena, Cesare Pietroiusti – Artista visivo, fondatore e coordinatore di molti centri di ricerca, progetti e convegni d’arte, Irene Sanesi – Co-Founder di CCW-Cultural Welfare Center, Enzo Grossi – Advisor Scientifico Fondazione Bracco, Socio fondatore Cultural Welfare Center di Torino, Coordinatore del Corso Cultura e Salute presso Università della Svizzera Italiana, Rebecca Russo – Fondatrice e Presidente Fondazione Videoinsight®, Filantropa,  Collezionista di Arte Contemporanea, Agnese Pieracci – Direttrice dell’AOU Senese, Cinzia Leone – Attrice, Vincenza Ferrara e Paolo Zamboni – Visual Thinking Strategies

Endless Summer

Magazzino del Sale, Cervia, 2025

Endless Summer

Produzione: Magma

L’opera di Thomas Braida, “Siesta del sol, siesta per tutti”, 2019 – Courtesy the Artist; Videoinsight® Collection, Torino; Monitor Gallery, Roma, Lisbona – partecipa alla Mostra “ENDLESS SUMMER” che si realizza presso il Magazzino del Sale (Via Nazario Sauro, 24) di Cervia (RA), dal 17 maggio al 28 giugno 2025.

Con opere di
Yuri Ancarani, Thomas Berra, Thomas Braida, Ermanno Brosio, Martina Bruni, Michele Bubacco, Jacopo Casadei, David Casini, Francesco Cavaliere, Goldschmied & Chiari, Adelaide Cioni, Giovanni Copelli, Lucia Cristiani, Rudy Cremonini, Giovanni De Francesco, Roberto DePinto, Jeremy Deller, Ettore Favini, Roberto Fassone, Oliviero Fiorenzi, Christian Holstad, Mino Luchena, Lorenzo Mason, Jonathan Monk, Davide Monaldi, Luca Nostri, Ornaghi & Prestinari, Bruno Peinado, Alessandro Pessoli, Marta Pierobon, Leonardo Pivi, Aronne Pleuteri, Luigi Presicce, Andrea Renzini, Salvo, Pierluigi Scandiuzzi, Mario Schifano, Lorenzo Scotto di Luzio, Patrick Tuttofuoco, Thea Vallé, Vedovamazzei, Flaminia Veronesi, Carlo Zauli

A cura di
Vittoria Caprotti, Viola Cenacchi, Rossella Farinotti, Davide Giannella, Gioele Melandri, Ornella Paglialonga, Giovanni Rendina, Valentina Rossi

Con la direzione artistica di
Viola Emaldi, Alex Montanaro

Phoenicia Hotel Photo Art Prize 2018

Nathalie Zeidan Chebaklo A wedding Dress A Story 2017

1

Tanios El Hayek Who is ready to jump? 2017

3

Elie Fahed Midnight dreams 2017

2

Daniela Atmadjian Cosmos 2017

4

Bechara Daccache Inside Out 2017

5

Anthony Bassil Make a wish 2017

9

Wassim Abdel Nour In and Out 2017

8

Rabih Ibrahim Window Reflection No017 2018

6

Charbel Saade Camera Obscura Self Portrait 2017

Schermata 2018-03-13 alle 18.59.45

Zeina Hawa A staircase with stories 2017

Schermata 2018-03-13 alle 19.01.23

Tareck Rahme A stay of appreciation 2017

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Lilliane Assaf Curiosity and Mischief 2017

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